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Crisi: Tocco (Pd), in Sardegna opportunita' di superarla con agricoltura

domenica 24 marzo 2013
Crisi: Tocco (Pd), in Sardegna opportunita' di superarla con agricoltura

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Cagliari, 24 mar. - (Adnkronos) - L'opportunita' di far uscire la Sardegna dalla crisi, con poche risorse, c'e', ed e' rappresentata dal settore primario, l'agricoltura. "Considerando che precipita il credito per le imprese, che la crescita della produttivita' e' al palo, che il debito pubblico da gennaio vola oltre i due miliardi e che il fondo unico per l'anno 2013 sara' decurtato di 50 milioni di euro, e' il caso di riconsiderare l'economia reale e la possibilita' di produrre ricchezza in casa nostra senza ulteriori indugi. Solo con l'utilizzo produttivo del territorio, con le sue vocazioni e le sue risorse umane si puo' garantire la ripresa dell'economia isolana in tempi brevi". E' quanto anticipa all'Adnkronos sul contenuto di una lettera indirizzata ai Consiglieri regionali della Sardegna del presidente della Provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco (Pd) Tocco esprime preoccupazione per una situazione "talmente grave che, se non affrontata, ci portera' verso un ulteriore declino e costringera' i giovani ad abbandonare la Sardegna con conseguenze negative anche per chi ci rimane". "La gravita' e' ampliata da un dato reale, da sempre sottaciuto dalla politica sarda, che riguarda il gettito delle pensioni Inps, ormai assestatosi sui 4,5 miliardi l'anno, a fronte di un corrispettivo contributivo di chi e' occupato pari a 2, 5 miliardi di euro. Per far fronte alla precaria condizione sociale ed economica, alla Sardegna - spiega il presidente della Provincia -, a fianco di un progetto organico, occorre un Piano straordinario, di semplice attuazione, che sappia stimolare la ripartenza con la convinzione che nella campagna cresce il futuro sostenibile". "Coltivando, si anima il territorio, si mettono in moto le attivita' artigianali e commerciali, - prosegue Tocco - si tutela il suolo e l'ecosistema, si valorizza il paesaggio e si garantisce una sana alimentazione per il consistente patrimonio zootecnico anche per le aree non seminative; s'importera' di meno e si creera' piu' lavoro diretto ed indiretto".