(Adnkronos) - "Ma per ottenere i primi risultati e' necessario intervenire con un Piano straordinario, finalizzato e a termine - spiega Tocco -, dotato d'interventi semplici e di pronta attuazione, che abbia ricadute immediate sull'economia. Prima che si decida l'abolizione del sistema delle province si possono utilizzare i prossimi mesi per impiantare, con le stesse, un piano di lavoro rivolto a questo scopo specifico. Dopo il fallimento delle politiche finalizzate ad eliminare il problema della fame nel mondo, la questione agricola torna prepotentemente sulla scena economica e sociale come tema strategico". "Se tradizionalmente l'agricoltura e' stata pensata in funzione esclusiva della produzione di derrate alimentari, - dice ancora Tocco - ora la risorsa terra e' rivalutata come centro di una larghissima matrice intersettoriale di attivita' connesse all'ambiente, alle produzioni, ai servizi, all'industria, al turismo, alla sicurezza. In poche parole, l'agricoltura diventa il potenziale volano della ripartenza dell'economia complessiva". Questa formula, nel piccolo, e' stata gia' sperimentata con successo nei 28 comuni del Medio Campidano, "la tempistica e la semplicita' di attuazione hanno coinvolto un considerevole numero di operatori agricoli che, in armonia con la norma de minimis primario, hanno riavviato le coltivazioni che in passato costituivano il fiore all'occhiello delle aree rurali. Su ogni euro speso dalla pubblica amministrazione si e' avuto un ritorno, nell'arco di sette mesi, di 4, 5 euro. Questo risultato - conclude Tocco - ci dice che i seminativi possono costituire il serbatoio alimentare per le grandi aree zootecniche della Sardegna e nel contempo ci consentono di dipendere di meno dai mercati extra isolani che silenziosamente stanno rendendo sempre piu' povera l'economia sarda".




