Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Negli ultimi 15 anni l'occupazione dipendente e' cresciuta grazie anche all'introduzione di forme contrattuali flessibili ma con un l'utilizzo che in Italia e' andato di pari passo con i contratti a tempo indeterminato e una quota che si e' mantenuta stabilmente tra l'11% e il 13% del totale degli occupati, una percentuale piu' bassa della media europee. E' quanto emerge da un'analisi di Confcommercio sull'utilizzo e gli effetti dei contratti a tempo determinato da cui emerge ad esempio che la Germania utilizza il doppio dei contratti a tempo determinato rispetto all'Italia che diventano addirittura il quadruplo nel caso dei giovani tra i 15 e i 24 anni. Secondo Confcommercio, quindi, le imprese "non hanno abusato" di questi contratti in uno scenario che dimostra "che la maggior flessibilita' non crea precarieta' e che la crescita dell'occupazione e' piu' sostenuta in un mercato del lavoro che consente l'accesso anche attraverso forme contrattuali flessibili". "E' auspicabile che il Governo prenda atto che alcune iniziative vanno intraprese subito, anche per consentire, a chi puo', di assumere semplificando le norme e ponendo sui contratti a termine regole che, nel rispetto delle direttive comunitarie, in altri paesi europei sono applicate da tempo" conclude Confcommercio.




