Roma, 23 lug. (Adnkronos/Labitalia) - A livello territoriale, il 35% del saldo negativo tra 'entrate' e 'uscite' atteso nel 2013, sulla base delle previsioni di assunzioni delle imprese, interessera' il Mezzogiorno. Al Sud, infatti, il bilancio tra entrate e uscite di lavoratori dipendenti e non dipendenti previste dalle imprese sfiora le 88mila unita' in meno. Meno consistenti i cali attesi nel Nord-Ovest (-57.400), nel Nord-Est (-52.200) e al Centro (-52.700). E' quanto emerge dai dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro, che monitora le previsioni occupazionali delle imprese dell'industria e dei servizi Considerando il bilancio tra entrate e uscite dei soli lavoratori dipendenti stagionali e non stagionali, le regioni che registreranno le maggiori contrazioni di personale saranno nel 2013 in valori assoluti la Lombardia (-33mila), il Lazio (-25mila) e la Campania (-24mila), seguite da Veneto (-23mila) e Sicilia (-22mila). Sul fronte opposto, si posizionano la Valle d'Aosta (-760), il Molise (-1.400) e la Basilicata (-2mila). In termini relativi, invece, i saldi negativi piu' consistenti interesseranno Sicilia (-4,3%), Calabria (-3,8%) e Sardegna (-3,6%), mentre saranno migliori rispetto alla media nazionale (pari al -2,2%) in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria e Toscana. A livello provinciale, se a Roma, Napoli e Milano sono da attendersi le maggiori contrazioni in valore assoluto di personale (comprese tra le -18mila e le -11.500), in termini relativi saranno Enna, Ragusa, Nuoro, Caserta e Caltanissetta le province in cui si ridurra' maggiormente l'occupazione (con variazioni pari o superiori al -5%). Decisamente piu' contenute le flessioni relative a Piacenza, Lecco, Monza e Brianza e Milano, tutte attorno al -1%.




