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Trasporti: Cappellacci, sentenza Corte Costituzionale breccia per Sardegna

domenica 28 luglio 2013
Trasporti: Cappellacci, sentenza Corte Costituzionale breccia per Sardegna

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Cagliari, 23 lug. - (Adnkronos) - "La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta una nuova breccia significativa per la Sardegna". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, commentando la sentenza della Corte Costituzionale, che dichiara l'illegittimita' costituzionale dell'articolo 6, comma 19, secondo periodo, del D.l. n. 95 del 2012 in materia di Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonche' misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, nella parte in cui non contiene, dopo le parole "sentite le regioni interessate", le parole "d'intesa con la Regione Sardegna". La disposizione impugnata determinava l'esclusione totale della Regione dal procedimento di modifica o integrazione delle convenzioni. La Corte ha accolto le censure della Regione Sardegna, fondate sulla violazione del principio di leale collaborazione e dell'articolo 53 dello Statuto sardo, che richiede una reale e significativa partecipazione della Regione alla elaborazione delle tariffe e alla regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione con l'isola. La questione e' di particolare importanza - spiega Cappellacci - , perche' la Corte ha preteso la c.d. "intesa forte", che va anche oltre la "rappresentanza" nel procedimento, prevista dall'articolo 53 dello Statuto. "La Sardegna - ha sottolineato il presidente - non puo' essere relegata al ruolo puro e semplice di soggetto 'udito'. Il nostro obiettivo - prosegue il presidente- resta quello dell'effettivo passaggio di funzioni e risorse dallo Stato alla Regione Sardegna. Sul punto - ha aggiunto il presidente - abbiamo ribadito il nostro orientamento anche durante il vertice svolto a Cagliari con il ministro Lupi, che ha manifestato un atteggiamento di apertura. E' indispensabile un intervento del Parlamento affinche' si dia seguito a quanto veniva stabilito dalla legge del 2006, il cui risultato e' stato modificato anche dalla norma impugnata, come rilevato dalla Corte Costituzionale. Solo quando saranno i sardi a decidere la politica dei collegamenti marittimi e a indirizzare il procedimento dall'inizio alla fine, solo quando la Sardegna sara' protagonista delle scelte in materia e non spettatrice, saremo sicuri che sara' garantito il diritto alla mobilita' per i cittadini dell'isola".