Roma, 26 lug. (Adnkronos) - Le imprese guidate da stranieri resistono alla crisi. Sono oltre 376mila le imprese non appartenenti a cittadini dell'Unione Europea che a fine giugno scorso risultavano iscritte ai registri delle Camere di commercio, pari al 6,2% di tutte le imprese presenti sul territorio nazionale. Secondo la rilevazione condotta da InfoCamere, la societa' che gestisce il patrimonio informativo e i servizi del sistema camerale, la loro capacita' di tenuta appare pero' superiore rispetto al totale delle imprese, sebbene le difficolta' del momento si facciano sentire su entrambe i versanti della dinamica demografica. Nei primi sei mesi dell'anno, infatti, le nuove imprese di immigrati extraUE aperte sono state oltre 26mila (1.560 in meno rispetto allo stesso periodo del 2012), mentre 16.500 sono state quelle che hanno chiuso i battenti (102 in piu' dell'anno scorso). L'apporto delle imprese aperte da immigrati al saldo totale e' certamente significativo se si pensa che, nel primo semestre 2013, le imprese straniere sono cresciute di 9.845 unita' a fronte di un saldo negativo di oltre 5mila per le imprese nel loro complesso, arginandone di fatto l'emorragia e rendendo meno negativa la differenza tra aperture e chiusure del periodo. L'effetto negativo della crisi anche sulle imprese di immigrati extraUE e' pero' confermato dall'osservazione del saldo del primo semestre 2013, piu' contenuto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A certificare la frenata della vitalita' delle imprese di extracomunitari sono proprio le aperture (diminuite di oltre il 5% rispetto allo stesso periodo del 2012), visto che le cessazioni sono rimaste sostanzialmente sullo stesso livello del primo semestre 2012. (segue)




