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Saldi: Ascom Torino, acquisti in calo del 10%

domenica 21 luglio 2013
Saldi: Ascom Torino, acquisti in calo del 10%

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Torino, 16 lug. (Adnkronos) - "Un bilancio certamente non positivo, ma sostanzialmente in linea con le attese". Francesco Cena, presidente del Sindacato Abbigliamento dell'Ascom torinese, dopo dieci giorni di saldi estivi traccia un primo bilancio per Torino e Provincia. "Per questi primi dieci giorni - spiega - si puo' parlare mediamente di un -5 / 10 per cento rispetto alle vendite registrate nello stesso periodo dell'anno scorso. La speranza e' pero' che il trend possa migliorare, grazie alle sospirate quattordicesime e soprattutto in prossimita' delle partenze per le vacanze agostane, che non di rado richiedono un parziale rinnovo del guardaroba e un ulteriore probabile rialzo degli sconti". Sulla stessa linea la presidente dell'Ascom torinese, Maria Luisa Coppa: "I dati relativi ai primi bilanci dei saldi d'estate confermano, in fondo, la grave situazione generalizzata di un'economia e di un'incertezza politica e dei mercati che ancora tengono necessariamente a freno i consumi degli italiani e dei torinesi nello specifico. Sui saldi estivi nessuno si era fatto soverchie illusioni, nonostante gli sconti piu' che mai generosi - in media del 40% - con cui i commercianti avevano dato corso alla stagione. Siamo certi, pero', che i giochi sono ancora tutti aperti e che ulteriori ribassi potranno recuperare, almeno in parte, il negativo trend iniziale". Per quanto riguarda le caratteristiche dei saldi estivi 2013, "possiamo dire che in genere - prosegue Cena - i consumatori paiono snobbare i capi classici per privilegiare il fast fashion mordi e fuggi. Cosi' i big spender dei saldi, cioe' le donne, fanno dei campioni d'incasso i negozi di intimo: un vero boom. Regge anche il bambino, meno sensibile alla moda e con mamme e soprattutto nonni piu' inclini al risparmio. Anche le calzature sembrano in qualche modo tenere, a dispetto di un'orribile stagione primaverile che ha visto il comparto penalizzato in modo particolare". A questo punto, la previsione iniziale di circa 200 euro di spesa a famiglia "ipotizziamo - conclude Cena - si riduca di un buon 10%. Scende anche lo scontrino medio che l'anno scorso si aggirava, per la prima settimana sui 90 euro, mentre oggi pensiamo si sia mediamente dimezzato".