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Ilva: assessore Puglia, legge su danno sanitario non si puo' anestetizzare

domenica 21 luglio 2013
Ilva: assessore Puglia, legge su danno sanitario non si puo' anestetizzare

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Bari, 16 lug. - (Adnkronos) - "Non e' accettabile che serpeggi l'idea che la norma sia di ostacolo e vada 'anestetizzata' per permettere, ancora una volta, alla produzione di diventare il tema centrale. E non soltanto per quello che riguarda Taranto giacche', sottolineo, in questo momento si sta preparando il rapporto sul danno sanitario relativo all'area di Brindisi". Cosi' l'assessore alla Qualita' dell'Ambiente della Regione Puglia, Lorenzo Nicastro interviene sul tema a difesa della norma regionale oggetto di contestazione da parte del commissario per l'Ilva Enrico Bondi. "Faccio francamente fatica a capire come si possa, ancora oggi - continua - considerare una norma come quella sulla valutazione del danno sanitario, approvata dal Consiglio Regionale della Puglia lo scorso anno, un ostacolo all'attivita' di impresa invece che una opportunita' per favorire una sana competitivita' attraverso l'introduzione del tema, non piu' rinviabile, della responsabilita' sociale di impresa. Tanto piu' se si considera che la norma sulla valutazione del danno sanitario espleta la sua funzione in contesti gia' sottoposti a forte pressione ambientale e nei quali sia conclamata l'incidenza di questa pressione sul piano della salute pubblica e degli effetti sanitari sulla popolazione". La legge, come ha evidenziato il presidente Nichi Vendola, e' oggetto di ricorsi alla giustizia amministrativa da parte delle grandi aziende. "A questo punto - conclude Nicastro - e' evidente che c'e' chi vuol percorrere strade diverse rispetto a quella intrapresa dalla Puglia quando ha deciso di dotarsi, nell'agosto scorso, della legge sulla Valutazione del Danno Sanitario: e' importante capire su chi possiamo contare e su chi no in questa battaglia per la tutela della salute dei cittadini. Resta da capire se l'atteggiamento dell'Ilva o di altre aziende che devono sottostare alla legge regionale sia isolato o se sia piuttosto la punta dell'iceberg, l'avvisaglia di una mentalita' piu' diffusa nell'impresa italiana".