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Fisco: Cappellacci, Stato affronti questione Sardegna con atti politici concreti

domenica 21 luglio 2013
Fisco: Cappellacci, Stato affronti questione Sardegna con atti politici concreti

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Cagliari, 20 lug. - (Adnkronos) - "Quella sarda e' una questione politica e nazionale. Lo Stato deve pertanto inserirla nella propria agenda e darle la giusta considerazione con atti politici concreti, assumendo responsabilita' rimaste giacenti per decenni. Noi continueremo a difenderci in ogni sede, ma se i giudizi che saranno espressi dalla Corte Costituzionale non rappresentano una preoccupazione per una Regione che anche di recente ha visto riconosciuta la fondatezza delle proprie posizioni e lo Stato soccombente, e' altresi' vero che e' dalle sedi politiche della Repubblica che devono giungere le risposte invocate dai cittadini". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, in merito alla questione relativa all'impugnazione della riduzione dell'Irap da parte del Governo e sulla rivendicazione dell'autonomia sulla politica fiscale legata alla modifica dell'articolo 10 dello Statuto. Ieri infatti il Cdm ha impugnato la legge finanziaria regionale per il 2013 nella parte relativa alla riduzione dell'Irap del 70%. "E'necessario che intorno alla proposta di emendamento formulata dalla Regione, sulla quale e' positivo che siano state avviate in sede parlamentare le prime iniziative, si sviluppi un'azione corale dei nostri rappresentanti a Roma, al di la' dell'appartenenza partitica di ciascuno - sottolinea il presidente -. La modifica dell'articolo 10 dello Statuto rappresenta la chiave per poter ampliare la nostra possibilita' di intervenire in materia fiscale attraverso provvedimenti che possano alleggerire il peso sopportato oggi dalle imprese e consentire alle stesse di avere piu' ossigeno nei polmoni per inseguire la ripresa". "Tale rivendicazione - spiega il presidente - e' un chiaro esempio di cio' che intendiamo quando sosteniamo l'idea di una Sardegna che non chiede misure assistenziali, ma rivendica la possibilita' di camminare con le proprie gambe e di competere alla pari con le altre Regioni europee, attraverso misure tese a compensare gli svantaggi derivanti dalla condizione di insularita'. Lo Stato - conclude Cappellacci - non puo' negarci il diritto di usare le nostre forze".