Torino, 20 giu. - (Adnkronos) - Una piattaforma di proposte concrete per salvare 15mila imprese con 50mila occupati che operano in provincia di Torino. E' l'obiettivo con cui si sono incontrate oggi al Collegio Costruttori Edili di Torino, le associazioni datoriali del mondo delle costruzioni. Per questo le associazioni, incontreranno a breve scadenza, tutti i soggetti (istituzioni, banche, parlamentari torinesi) da cui dipende il destino delle aziende, per reclamare una prospettiva di futuro per il settore. I numeri della crisi delle aziende della filiera parlano chiaro: dal 2008 sono stati distrutti almeno 34mila posti di lavoro. La produzione di materiali da costruzione si e' piu' che dimezzata. Secondo i dati diffusi oggi dal 2008 al 2012 un quarto delle aziende iscritte alla Cassa Edile sono sparite e la tendenza del 2013 e' la chiusura di un ulteriore 13% di aziende. Circa il 30% dei dipendenti formalmente rimasti in azienda sono, in realta', in Cassa Integrazione. E nessun comparto si e' salvato: costruttori, produttori e rivenditori di materiali da costruzione, artigiani delle varie specializzazioni, impiantisti. In questo quadro il grido di allarme delle imprese edili che avvertono "e' rischio la sopravvivenza delle aziende rimaste, che fin qui hanno stretto i denti nella speranza di una inversione di tendenza che invece pare sempre piu' lontana". Le associazioni della filiera delle costruzioni chiedono diversi interventi e "alle amministrazioni pubbliche, ai politici ed alle banche un immediato cambio di passo e di capacita' di visione per evitare di assistere passivamente ad un definitivo declino della filiera".




