Milano, 20 nov. (Adnkronos) - "Riteniamo che la proposta di introduzione del pacchetto generico, cosi' come quella relativa al divieto di esposizione dei prodotti del tabacco, contrasti da un lato con la normativa in materia di proprieta' industriale e dall'altro che siano misure che, a nostro avviso, andrebbero in controdendenza all'impegno che stiamo mettendo al contrasto alla contraffazione". E' quanto sostiene Gianluca Scarponi, dirigente alle politiche per la lotta alla contraffazione -Uibm del ministero dello Sviluppo economico. "Privare il pacchetto delle sigarette dei caratteri distintivi -sottolinea Scarponi all'Adnkronos- faciliterebbe la contraffazione. Quindi -aggiunge- riteniamo che si debbano perseguire altre strade per disincentivare il consumo di tabacco. Nel momento in cui questa idea e' nata, perche' e' da temnpo che se ne parla, non c'erano prededenti. Oggi -spiega- un precedente c'e' ed e' quello australiano, dove il pacchetto generico e' stato adottato con l'intento dichiarato di limitare l'apple del pacchetto stesso e quindi disincentivare soprattutto alcune politiche di marketing fatte dalle case produttrici". In Australia, prosegue Scarponi "l'esperimento e' agli inizi, e' quindi ancora presto per stabilire se sta producendo effetti o meno ma ad oggi prove scientifiche derivanti dalle ricerche condotte in tal senso non ce ne sono. D'altro canto, un grande effetto disincentivante non e' stato prodotto nemmeno da certe immagini e avvertenze. In Australia -sottolinea Scarponi- hanno addirittura effettuato un'indagine di mercato per decidere il colore ed e' stato scelto un verde strano che pare essere il piu' repellente. Ma riscontri scientifici non ce ne sono -conclude- mentre per noi i rischi che questo comporterebbe in termini di contrabbando e contraffazione sono elevati".




