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Crisi: cala capacita' risparmio famiglie, nel 2012 ci riesce solo il 38,7% (2)

domenica 24 giugno 2012
Crisi: cala capacita' risparmio famiglie, nel 2012 ci riesce solo il 38,7% (2)

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(Adnkronos) - "Agli occhi degli intervistati - ha sottolineato Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo - la crisi finanziaria figura tra i maggiori responsabili delle difficolta' attuali e con essa tutte le istituzioni, incluso l'euro che non sono state in grado di prevenirla o contrastarne gli effetti (il 55,1% del campione non ha fiducia nel ruolo delle istituzioni quali difensori del risparmio, ndr). Il disorientamento delle famiglie e' comprensibile, la difficolta' delle famiglie a guardare serenamente al futuro e' il tema dominante dell'indagine 2012 - ha concluso - senza fiducia non si progetta, non si rischia, non si investe, non si cresce e da sola la scelta del rigore non basta, occorre che sia ripreso con decisione il cammino delle riforme e che sia ricercata con determinazione l'equita' nella distribuzione dei sacrifici necessario alla stabilizzazione dei conti pubblici". Dall'indagine, emerge, poi, che con la crisi cambiano anche le motivazioni del risparmio: scende l'acquisto della casa mentre toccano il massimo le motivazioni ereditarie o di trasferimento di parte della ricchezza ai figli: il 19% risparmia per aiutarli, pagar loro gli studi o lasciare un'eredita'. Crisi e riforma previdenziale, che per meta' e' compresa e per meta' sofferta dagli intervistati, fanno scendere il saldo sulle aspettative di sufficienza e insufficienza delle entrate al momento della pensione, il 43,1% si aspetta una pensione pari o inferiore a 1000 euro, tuttavia, nonostante questa consapevolezza, la quota di sottoscrittori di un fondo pensione, negoziale o aperto, e' ancora solo del 10,5% e il tasso di adesione e' maggiore fra il trentenni e cinquantenni anche se la meta' dei dipendenti continua a scegliere il Tfr, la cui destinazione attesa e' in primo luogo sostenere i figli. Lo studio sottolinea, che quasi la meta' del campione dichiara che investire e' diventato piu" difficile rispetto all'anno precedente, per questo il principale obiettivo e' la sicurezza mentre tarscurabile risulta l'obiettivo di crescita del capitale a medio-lungo termine. Il 21,7% degli intervistati e' possessore di obbligazioni che si confermano il principale impiego finanziario degli italiani, anche se scendono dal 23,7 al 17,8% coloro che giudicano le obbligazioni un investimento non sempre sicuro. Infine, gli investitori in azioni negli ultimi cinque anni sono il 12,5% del campione, valore identito rispetto al 2011 mentre gli investitori nel risparmio gestito sono il 10,9%, in lieve calo. L'8,9% del campione ha comprato un immobile negli ultimi 12 mesi e per il 6,4% si e' trattato della prima casa e nonostante gli aggravi fiscali il saldo tra soddisfatti e insoddisfatti e' pari a +80,8%, ossia il piu' elevato tra tutte le classi di investimento.