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Caldo, blackout improvviso? Quando scatta il rimborso automatico in bolletta

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sabato 27 giugno 2026
Caldo, blackout improvviso? Quando scatta il rimborso automatico in bolletta

2' di lettura

Cosa succede alla bolletta in caso di blackout per il caldo? Quando le temperature raggiungono livelli estremi, come sta succedendo da diversi giorni in Italia, capita spesso che i condizionatori restino accesi più a lungo, che i frigoriferi siano maggiormente sotto sforzo e che in generale il consumo di energia raggiunga il picco nelle ore più calde. Tutto questo, però, non fa che mettere a dura prova la tenuta della rete elettrica italiana. Ecco perché aumentano i blackout improvvisi: il sistema non regge e si rimane al buio. A pagarne le spese le famiglie e le imprese.

Per fortuna, però, esiste una tutela prevista dalla legge, come riporta Open: se il blackout supera una determinata durata, il distributore è obbligato a rimborsare il cliente direttamente in bolletta, senza che sia necessario compilare moduli o presentare richieste. Lo spiega bene il Testo Integrato della qualità del servizio elettrico emanato dall’Arera: superata una soglia precisa di ore consecutive senza corrente, il rimborso diventa automatico. I tempi non sono uguali per tutti, ma cambiano in base al luogo di residenza. Nei comuni con più di 5.000 abitanti il blackout deve durare almeno 8 ore consecutive, mentre nei comuni più piccoli, sotto i 5.000 abitanti, la soglia sale a 12 ore consecutive. Se la corrente torna ma si interrompe nuovamente entro un’ora, le due interruzioni non vengono separate, ma si sommano formandone una sola.

Per i clienti domestici in bassa tensione l’indennizzo base parte da 34,50 euro. A questa cifra si aggiungono altri 17,25 euro ogni quattro ore successive di blackout, fino a un tetto massimo calcolato su 240 ore complessive. Per negozi, bar, ristoranti e alberghi, invece, i rimborsi di partenza sono più alti, perché si considerano le perdite economiche legate all’interruzione della corrente elettrica. L'indennizzo è automatico e non richiede alcun tipo di impegno burocratico. La cifra viene calcolata dal distributore, che poi la accredita tramite la società di vendita nella prima bolletta utile, in genere entro due o tre mesi dal blackout. In caso di mancato rimborso, ci si può rivolgere direttamente allo Sportello del consumatore dell’Arera.

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Se il blackout finisce per danneggiare degli elettrodomestici, il discorso cambia. In questo caso, il consumatore deve raccogliere scontrini, fotografie e perizie tecniche, per poi presentare una richiesta formale di risarcimento al distributore, dimostrando il legame diretto tra l’interruzione di corrente e il danno. 

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