(Adnkronos) - In conclusione, secondo l'associazione ambientalista, a fronte dell'incalzare della crisi Promotur, di quella dei conti pubblici nazionali e di quella ambientale, almeno tre sarebbero le cose da far subito. Primo, "bloccare ogni ulteriore investimento in espansione dei poli sciistici regionali, a cominciare dal quello sulla Mauria, che rappresenta un clamoroso caso di asservimento dell'intervento pubblico (piste e impianti di risalita) al servizio della speculazione immobiliare (decine di seconde case in quota)". Secondo, "affrontare un ampio dibattito sulle politiche del turismo montano con l'obiettivo di ridurre la dipendenza delle popolazioni dalla monocultura sciistica, come richiesto dalle associazioni ambientaliste mesi fa in documento rimasto senza cenno di riscontro". Terzo, "dissolvere l'opacita' che ha sempre accompagnato l'operare di Promotur, mettendo finalmente a disposizione del pubblico e del decisore politico un'ampia messe di dati che vada dai dati relativi al piano industriale (quello 2006-2010 era stato negato al WWF), a quelli di bilancio, a quelli di comparto, confrontati con dati omogenei delle contermini stazioni venete, slovene e austriache".




