(Adnkronos) - Focus dell'edizione 2012 dell'indagine, i 'baby boomer', coloro che sono nati tra il 1951 e il 1976. Lo studio ha riguardato un campione di poco piu' di mille persone. Dai dati e' emerso che uno su su cinque e' laureato e solo il 4,5% del campione si e' dichiarato finanziariamente non indipendente. In media i baby boomer contano su 1,7 fonti di entrate stabili, l'83,15 ha un reddito da lavoro e l'11,3% dichiara redditi da case o investimenti anche se coloro che ritengono di essere regrediti nel reddito superano quelli che si giudicano progrediti. Tra loro i piu' colpiti dalla crisi sono stati i single con figli e l'1,1% ha perso il lavoro nell'ultimo anno. La vera priorita' del loro risparmio sono i figli, l'11,7% dei baby boomer e' attratto dal risparmio gestito mentre il rapporto con la borsa e' molto guardingo, il 33,8% ha la propria ricchezza in banca in forma liquida, i piu' si aspettano di andare in pensione, in media a 65, 4 anni, e a seguito della riforma il 23,8% ha dichiarato di aver risparmiato di piu', il 17,65 ha sottoscritto uno strumento previdenziale e il 3,2% ha aumentato i contributi alla gestione integrativa gia' in essere. "Siamo al giro di boa - ha sottolineato Giuseppe Russo, curatore dell'indagine - mentre l'Europa deve costruire una nuova governance, l'Italia deve impostare investimenti migliori e piu' produttivi e le famiglie devono fare i conti con il ritorno ad un'austerita' dei consumi nonche' con la necessita' di lavorare piu' a lungo e di pagare un'aliquota fiscale mediamente maggiore ma i sacrifici sono necessari, dopo decenni di consumi probabilmente eccessivi, anche per ripristinare un tasso di risparmio corretto".




