Bologna, 19 giu. - (Adnkronos) - In Emilia Romagna il 25,5% dei laureati e' in 'overeducation'. Vale a dire che un giovane su 4 fa un lavoro con mansioni meno qualificate rispetto a quelle che potrebbe svolgere in base al loro titolo di studio. Non solo il 35,5% dei fa un lavoro in un ambito che non ha nulla a che fare con gli studi compiuti (indice 'mismacht'). Il dato emerge dal rapporto 2012 presentato oggi dalla Banca D'Italia di Bologna sull'economia regionale ed di poco superiore alla media nazionale. Questo impiego di fatto 'non coerente' dei giovani laureati (eta' compresa tra i 25 e i 34 anni) "non pone l'Italia in una posizione positiva" sul quadro della competizione internazionale, commenta Eliana Viviano, della divisione Analisi e ricerca economica e territoriale della Banca d'Italia di Bologna. In regione come nel resto del Paese c'e' di fatto un sottoutilizzo del capitale umano. Ad avere la peggio sono i laureati in discipline umanistiche, tra loro infatti l'indice 'overeducation' supera il 43% mentre l'indice 'mismatch' tocca quota 67%. Va meglio per i laureati in medicina, per loro gli indici si fermano al 4% per l'0overeducation' al 9,3% per il 'mismatch'. Complessivamente nel 2011 in Emilia Romagna l'offerta di lavoro e' aumentata del 1,2%, grazie pero' alla componente piu' anziana. Il tasso di attivita' e' stabile al 71,8%, +0,2% sul 2010. Complessivamente il tasso di occupazione dei giovani laureati e' del 78,4%.




