Roma, 24 giu. - (Adnkronos) - Sono le famiglie di operai ad aver pagato il prezzo piu' alto della crisi: il reddito medio ha subito un taglio di 1.236 euro (-8,5%). E in dieci anno, fra il 2000 e il 2010, hanno perso oltre 400 euro. E' quanto emerge dalle tabelle contenute nell'ultima relazione annuale di Bankitalia, rielaborate dall'Adnkronos, che esamina i bilanci delle famiglie italiane con cadenza biennale. Nel 2000 i il reddito medio di un operaio era pari all'equivalente di 13.691 euro, nel 2010 e' sceso a 13.249 (-442 euro); considerando pero' la differenza tra il 2006 (ultimo anno prima della crisi monitorato da palazzo Koch) e il 2010, il taglio e' stato di 1.236 euro (-8,5%). Analizzando le altre situazioni ci si accorge che solo i dirigenti hanno pagato di piu' la crisi: dai 43.825 euro del 2006 sono scesi a 38.065 euro (-13,1% pari a 5.760 euro). Guardando pero' al quadro complessivo, nonostante il crollo registrato in 4 anni, la categoria e' riuscita ad aumentare il proprio reddito, dal 2000 al 2010, dell'8% (+2.836 euro). L'aumento piu' consistente, nei 10 anni, e' stato quello dei lavoratori autonomi che con 3.547 euro in piu' (+15,7%) sono arrivati a un reddito nel 2010 di 26.136 euro. Il confronto tra il 2006 e il 2010 mostra invece un calo di 2.585 euro (-9%). Passando ai dati generali, il reddito medio nazionale nel 2000 era pari a 18.358 euro; dieci anni dopo e' aumentato di 1.137 euro (+6,2%). Tuttavia, considerando solo il periodo 2006-2010, si registra una forte contrazione: -4,3% che corrisponde a una riduzione di 880 euro. (segue)




