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Sostenibilita': dalla tradizione all'innovazione, il volto nuovo dell'aglio/Focus

domenica 23 dicembre 2012
Sostenibilita': dalla tradizione all'innovazione, il volto nuovo dell'aglio/Focus

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Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - L'aglio di Caraglio e' un'antica cultivar locale alla quale il dialetto piemontese ha anche dedicato un detto: Chi ed Caraj l'han pianta' i aj, i an nen banai e son secai" (quelli di Caraglio hanno piantato l'aglio, non l'hanno innaffiato e l'hanno seccato). Ripescando a piene mani nella tradizione, due giovani imprenditrici si sono reinventate la coltivazione e il commercio dell'aglio di Caraglio, aggiungendo un pizzico di fantasia, ed e' cosi' che e' nata la Fattoria dell'Aglio che quest'anno si e' anche aggiudicata la Bandiera Verde della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori. Le piemontesi Sandra Arneolo e Debora Giarino, in realta', a fare business con l'aglio non ci pensavano proprio. La prima aiutava il marito nella sua azienda agricola, la seconda faceva la mamma a tempo pieno con un trascorso da fioraia. Un po' per gioco hanno avviato questa coltivazione dell'aglio che, siccome "non e' un'attivita' molto remunerativa, con lunghi tempi di lavorazione e attrezzature costose", raccontano le due all'Adnkronos, hanno ripescato un po' nella tradizione, un po' hanno inventato un nuovo modo di utilizzare l'aglio trasformandolo in un goloso ingrediente per creme e cioccolatini. Limitato ricorso ai trattamenti fitosanitari, scerbatura manuale senza diserbanti chimici, essiccatura naturale su graticci sono i procedimenti tradizionali della lavorazione dell'aglio, quelli utilizzati un tempo, che stanno alla base della modernita' dei prodotti che queste giovani imprenditrici realizzano con il loro aglio tipico e biologico. Si va dalla crema all'aglio da abbinare a pesce, verdure e formaggi, al sale aromatizzato, fino ai cioccolatini. Oggi Sandra Arneolo e Debora Giarino guidano la "Fattoria dell'aglio", rigorosamente biologica, "con grandi soddisfazioni e gratificazioni, tra cui quella di vedere un prodotto povero come l'aglio rinascere", spiegano. Il segreto? Scegliere la varieta' adatta, in questo caso un aglio particolarmente delicato; seguire il processo lungo tutta la filiera, dal campo al barattolo, prediligere la vendita diretta. "Tutto cio' ci consente di monitorare il prodotto e garantirne la qualita'".