(Adnkronos) - Non una bocciatura dell'autoctono, chiaramente, ma una riflessione che, per quanto, forse, ovvia, spesso viene messa in secondo piano, con molti che si adagiano sul teorema "vitigno autoctono sinonimo di vino unico, quindi buono e automaticamente di successo sul mercato". Che, ad oggi, in molti casi viene smentito dal mercato. Se si fa la conta della miriade di vini da vitigno autoctono prodotti in Italia, in effetti, e' difficile arrivare a piu' di 30 varieta' di uva (e di vino che ne deriva), che davvero hanno successo nei mercati mondiali, o che sono conosciuti e capiti. Anche perche' l'affermazione di un vino da vitigno autoctono e' strettamente legata a quella del suo territorio e, nel mondo, al di la' di regioni come Toscana, Piemonte, Sicilia e poche altre, "l'eno-geografia" italiana non e' cosi' conosciuta come si pensa. Un discorso, questo, che vale se si pensa al mercato come una massa, e non come delle nicchie, che pure esistono ovunque, di consumatori maturi, curiosi e informati. "La maturita' del consumatore e' un fattore da prendere in considerazione - chiude Dubourdieu - ed essendo ottimista, penso che le cose belle non possono passare inosservate".




