Torino, 18 ott. - (Adnkronos) - Si arresta, nel terzo trimestre dell'anno, il dinamismo del sistema imprenditoriale piemontese. Tra luglio e settembre, infatti, il bilancio demografico rilevato attraverso i registri camerali ha censito 5.128 nuove iscrizioni. Le cessazioni, valutate al netto delle cancellazioni d'ufficio, si sono attestate a quota 4.750, in diminuzione rispetto aal secondo trimestre dell'anno, ma in aumento rispetto al periodo luglio-settembre del 2011. Il saldo del terzo trimestre 2012 risulta, pertanto, pari a +378 unita', un terzo circa di quello registrato un anno fa e bilancio tra imprese 'nate' e imprese 'cessate' si traduce in un tasso di crescita del +0,08%. Nel dettaglio delle diverse province piemontesi, Novara e Alessandria manifestano i risultati migliori, registrando tassi di crescita pari rispettivamente al +0,25% e +0,20%, seguite da Torino (+0,10%) e Vercelli (+0,08%). Una crescita nulla contraddistingue le performances di Asti(+0,02%) e Cuneo (-0,02%). Risultano piu' negativi i dati delle province di Biella e del Verbano Cusio Ossola, che registrano entrambe un tasso di crescita del -0,06%. "Il tessuto imprenditoriale piemontese arranca. Sembra aver perso quella fiducia e quel coraggio che da decenni caratterizzano il nostro 'saper fare impresa'. Ma non ci possiamo arrendere- commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte - spetta a noi, insieme a tutto il sistema politico e istituzionale, mettere sul tavolo efficaci sistemi per arginare l'emorragia che sta colpendo in particolar modo le piccole aziende, piu' fragili e meno strutturate. Questo vuol dire scommettere e gettare le basi per una vera ripresa del nostro futuro economico" . (segue)




