Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - Il Wwf chiede un supplemento di istruttoria, indicando puntualmente gli ambiti di miglioramento del provvedimento, prima del rilascio dell'Aia, l'Autorizzazione Integrale Ambientale sull'Ilva di Taranto. Lo rende noto la stessa associazione ambientalista che oggi ha partecipato alla Conferenza dei servizi sull'Aia per l'Ilva di Taranto presso il ministero dell'Ambiente. Quattro i punti essenziali sollevati nel corso dell'incontro dal Wwf: la riduzione complessiva degli inquinanti, rileva l'associazione ambientalista, "viene calcolata in termini virtuali e non effettivi. Le emissioni massime ammissibili vengono infatti stimate sulla base di una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio pari al 30% in meno rispetto ad una produzione di oltre 11 milioni di tonnellate. Quest'ultimo dato pero' non trova riscontro poiche' le produzioni dell'Ilva dell'ultimo decennio attestano il picco massimo di produzione nel 2006 con poco piu' di 10 milioni di tonnellate e un picco negativo di produzione nel 2009 con meno di 5 milioni di tonnellate. Poiche' le produzioni attuali risultano essere di poco superiori agli 8 milioni di tonnellate sembrerebbe che i dati siano stati elaborati per essere 'vestiti' su misura sull'azienda". Le sostanze inquinanti con effetti patogeni, ed in particolare cancerogeni, sottolinea ancora il Wwf, "vengono considerati in funzione dei loro 'parametri conoscitivi': e' quindi difficile credere che possano costituire limiti rigidi e vincolanti, basati sull'applicazione del principio comunitario di precauzione". A tale proposito il Wwf ha chiesto alla Commissione di assumere come riferimento gli studi dell'Istituto Superiore di Sanita'. Le interferenze delle attivita' produttive con le falde acquifere, sottolinea ancora il Wwf, "dev'essere altrimenti trattata". A tale proposito l'associazione ambientalista ha ricordato che l'Aia "deve contenere tutte le valutazioni di dettaglio delle autorizzazioni specifiche che altrimenti si sarebbe dovuto richiedere, compresa quella sulle acque. Non e' dunque condivisibile, sia da un punto di vista sostanziale che metodologico, il rinvio a valutazioni successive dell'analisi sulla cosiddetta 'matrice acqua"'. Per il Wwf, inoltre, "i tempi sono troppo lunghi". I termini di adeguamento alle prescrizioni in alcuni casi, rileva, "sono pluriennali mentre in realta' la gravita' della situazione renderebbe necessari interventi piu' urgenti (adempio esempio sono previsti 3 anni per la copertura del parco geominerario, 6 mesi servirebbero per la realizzazione di 6 centraline ambientali per il monitoraggio in continuo, numero insufficiente secondo il Wwf, tempo insufficiente secondo l'Ilva che chiede addirittura 10 mesi; considerati eccessivi i tempi anche per gli interventi agli apparati produttivi)". Il Wwf ha inoltre evidenziato altri due problemi di carattere generale che nel testo in discussione trovano risposte solo parziali: il tema dei controlli sull'attuazione delle prescrizioni e quello di un maggiore coordinamento con le procedure di bonifica.Il coordinamento delle prescrizioni contenute nell'Autorizzazione Integrata Ambientale con le azioni e gli obblighi indicati negli accordi relativi alla bonifica secondo il Wwf appare fondamentale proprio per meglio legare l'Autorizzazione all'attivita' della fabbrica ad un'azione di recupero a favore di tutto il territorio.




