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Sostenibilita': aziende italiane 27esime su 40 Paesi, seguite dall'Egitto

domenica 21 ottobre 2012
Sostenibilita': aziende italiane 27esime su 40 Paesi, seguite dall'Egitto

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Milano, 18 ott. (Adnkronos) - L'Italia e' al 27esimo posto su 40 nel ranking dei Paesi con la competitivita' piu' sostenibile. E' quanto emerge dal nuovo indice di competitivita' sostenibile creato da Rga, societa' di consulenza per l'ambiente, la sicurezza e la responsabilita' sociale. L'indice si basa su 17 indicatori tra i 110 utilizzati dal World Economic Forum per la definizione dell'Indice di Competitivita' Globale, e l'indagine di Rga ha messo a confronto le risposte di circa 50 aziende italiane. I risultati sono stati illustrati durante la presentazione a Vimercate, in provincia di Milano, del secondo report su sostenibilita' e competitivita' 'Tempi insostenibili?', realizzato da Rga insieme a Sap Italia e Green Business. "Nonostante l'Italia abbia un Pil tra i primi 10 Paesi oggetto d'analisi - dice Carlo Cici, partner di Rga - riconferma le difficolta' delle nostre aziende nell'integrare la sostenibilita' nei loro modelli di business, a differenza di quanto accade ai competitor stranieri". Dall'indagine emerge che i fattori critici per la competitivita' responsabile dell'Italia sono tre. In fatto di accountability e trasparenza dei consigli di amministrazione, l'Italia e' al penultimo posto prima dell'Egitto, e al 134esimo sui 144 Paesi considerati dal World Economic Forum. Per quanto riguarda gli investimenti nella formazione e nello sviluppo delle persone nelle aziende, l'Italia e' ancora penultima, seguita dall'Egitto, e al 123esimo posto sui 144 considerati dal Wef. Terzo fattore critico, la meritocrazia nel top management, dove l'Italia si posiziona terzultima prima di Egitto e Bangladesh, e al 113esimo posto nella classifica del Wef. Il report mette in luce un miglior posizionamento dell'Italia per quanto riguarda le management school, i servizi di ricerca e formazione, la capacita' di innovazione, e per il numero di imprese che investono in ricerca e sviluppo. A quest'ultimo indicatore fa da contraltare la capacita' delle imprese di ricorrere all'utilizzo di nuove tecnologie, in calo rispetto a quanto emerso dalla precedente ricerca Rga del 2009.