Roma, 10 set. - (Adnkronos)- La solidarieta' agli operai di Alcoa arriva anche dai ricercatori e tecnici aderenti a Usb Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), quei ricercatori che in passato hanno partecipato alla battaglia del tetto conclusa a gennaio 2010 e a tante altre lotte precarie. I ricercatori esprimono cosi' la "loro massima solidarieta' ed appoggio ai lavoratori dell'Alcoa, oggi a Roma per protestare contro l'imminente chiusura della loro fabbrica, che porterebbe alla perdita di centinaia di posti di lavoro in un territorio, quello del Sulcis, gia' devastato da crisi e poverta'". "La solidarieta' espressa in questa occasione -affermano i ricercatori- non e' casuale visto che in passato, in molte occasioni, i lavoratori Ispra si sono trovati a lottare fianco a fianco con gli operai Alcoa, e hanno avuto modo di condividerne gli obiettivi, apprezzarne la rara combattivita' e comprenderne le ragioni". "Abbiamo provato sulla nostra pelle, negli anni scorsi, cosa significhi essere abbandonati e ignorati da tutti -spiega Michela Mannozzi, del coordinamento Usb Ispra- quando nel 2008 duecento nostri colleghi sono stati licenziati nel silenzio generale di media e politica, e molti altri li avrebbero seguiti se non avessimo reagito con un'iniziativa come quella di occupare per due mesi il tetto dell'Istituto". "Speriamo quindi -aggiunge Mannozzi- che i lavoratori Alcoa resistano e riescano a ribaltare la situazione attuale, evitando dei licenziamenti che non avrebbero nessuna giustificazione". I ricercatori annunciano quindi di essere "pronti a partecipare a qualsiasi forma di lotta gli operai del Sulcis vogliano adottare, per costringere la politica, e in particolare un governo 'tecnico' quanto mai schierato dalla parte del grande capitale e delle sue delocalizzazioni, ad occuparsi del problema e risolverlo".




