Firenze, 13 set. - (Adnkronos) - "Il secondo Trimestre del 2012 e' andato molto male per il commercio, e il terzo non sara' migliore. Il dato piu' pesante riguarda le piccole imprese, che in pratica sono i negozi di vicinato dei centri urbani, quelli dove tutti siamo abituati a comprare anche in tempi di esasperata espansione della grande distribuzione". Con queste parole Andrea Nardin, direttore di Confcommercio Toscana, commenta i dati sulle vendite dell'Osservatorio Regionale del Commercio di Unioncamere Toscana. "Qui finora anche chi frequenta abitualmente gli ipermercati acquistava gli oggetti per la cena all'ultimo minuto e, solo per fare qualche esempio, il latte fresco la mattina, il pane toscano fatto come una volta, la gastronomia e la frutta nostrana - osserva Nardini -. Sono le mesticherie che hanno proprio tutto, i negozi di abbigliamento e scarpe con una scelta particolare, le mille botteghe specializzate che e' impensabile spariscano dalle strade e dai vicoli delle citta' e paesi toscani". "Ma il potere d'acquisto delle famiglie si riduce - sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana -. si limitano al minimo necessario gli acquisti, ed anche cosi' e' difficile arrivare a fine mese. Per le piccole e medie imprese che rappresentiamo e' una situazione molto difficile, non dimentichiamo che spesso anch'esse sono famiglie che in questo momento tirano la cinghia e cercano di portare avanti l'attivita' di piu' generazioni con grande dignita' e fiducia".




