Milano, 23 lug. (Adnkronos) -"Quel dato, peraltro, dice poco con riferimento alle posizioni tributarie delle singole categorie o parti economiche ed ancor meno a quelle dei singoli contribuenti. E' un po' come la media trilussiana, ognuno contribuisce a modo suo: c'e' chi paga con l'aliquota Irpef sui redditi del 20 o del 23 % e chi con quella del 43%; chi paga solo sugli acquisti-spese e chi sui trasferimenti; chi beneficia delle agevolazioni fiscali". Lo dice il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in merito al dato dell'altro ieri di Confcommercio riguardante la pressione fiscale del 55 % in Italia. Assodilizia osserva che questo dato e' la risultante del rapporto fra l'ammontare complessivo del prelievo tributario (imposte dirette ed indirette) e dei contributi sociali con il Pil del Paese. Pressione fiscale ufficiale: in rapporto al Pil virtuale aumentato della quota di 'economia sommersa'. Pressione fiscale reale: in rapporto al Pil al netto di tale quota. Siamo dunque al paradosso, commentano, piu' e' alta l'evasione fiscale e minore e' la pressione fiscale. "Le imprese -continua Colombo Clerici- come media pro capite, pagano una quota di imposte assai scarsa, mentre concorrono in modo piu' rilevante alle contribuzioni per gli oneri sociali. Ma cio' che conta alla fine per il contribuente e' solo il carico fiscale e contributivo che gli grava sulle spalle. Non la pressione fiscale, come dato economico; anche se questa e' senza dubbio indicativa dell' andamento generale della fiscalita' e dell'incidenza fiscale, in particolare .Per arrivare alla media denunciata del 55 % immaginiamo un po' cosa deve pagare chi, come il locatore di una casa, paga le imposte sul reddito lordo". (segue)




