Roma, 26 lug. (Adnkronos) - "Con i tagli previsti si rischia l'uso di dispositivi medici 'cinesi". A lanciare l'allarme e' l'Asfo Lazio - Confcommercio Roma, l'associazione che conta oltre 400 aziende fornitrici di beni e servizi ospedalieri, di cui il 65% circa e' costituito da imprese fornitrici di beni e dispositivi medici, mentre il 35% sono imprese di servizi (lavanderia, ristorazione, pulizia, vigilanza, impiantistica, manutenzione), che ieri sera ha tenuto l'assemblea sugli effetti "devastanti" della spending review sul sistema sanitario e in particolare sul comparto dei fornitori ospedalieri. "L'assemblea e' stata abbastanza infuocata - dichiara il presidente dell'Asfo Lazio Confcommercio Roma Vittorio Della Valle - Siamo fortemente preoccupati, infatti, per l'effetto devastante che il decreto legge sulla spending review avra' sull'andamento delle nostre imprese. Prevediamo che il decreto cosi' come e' stato predisposto possa comportare la chiusura entro un anno del 80% delle nostre attivita' e la potenziale perdita del posto di lavoro della quasi totalita' degli addetti - oggi oltre 20 mila dipendenti - che compongono il nostro settore". "Due sono gli aspetti che suscitano grande preoccupazione - spiega Della Valle - il primo riguarda il taglio del 5% in modo indistinto su tutti i contratti di fornitura di beni e servizi in essere; il secondo deriva dal valore dei prezzi di riferimento che saranno presi come base d'asta, pubblicati per la prima volta dall'autorita' di vigilanza dei contratti pubblici, valore che in quasi tutti i casi e' inferiore al costo di acquisto dei prodotti da parte delle nostre imprese. Cio' significa che le imprese stesse non saranno neppure piu' in grado di partecipare alle gare pubbliche. In questo modo il nostro mercato gia' messo a dura prova dalla crisi economica, dall'aumento della pressione fiscale e dai ritardi cronici nei pagamenti da parte della PA, rischia di subire un colpo definitivo". (segue)




