(Adnkronos) - Il quadro teorico entro cui sono stati inseriti gli interventi e' stato tracciato dal docente di Economia del Turismo dell'Universita' di Ca' Foscari Jan Van Der Borg, per il quale e' essenziale elaborare una politica del turismo precisa, che riesca a trovare un equilibrio tra due estremi, ossia il sovrautilizzo di una meta o la sua non valorizzazione. Van Der Borg ha infatti spiegato che il "prodotto turismo e' un bene pubblico e non riproducibile. Questo significa che, se si perde la qualita' della risorsa, si inficia la possibilita' di continuare a venderla in futuro. Di qui la necessita' che l'utilizzo di questa risorsa sia sostenibile - compatibile cioe' con la delicatezza della sua natura - e che la sua gestione non venga lasciata completamente in balia delle forze del mercato". Pur rifiutando l'idea di numero chiuso, Van Der Borg ha ammesso che "bisogna ridurre la pressione turistica in alcuni momenti dell'anno e allargare semmai l'offerta in altri, puntando sul visitatore pernottante con una serie di incentivi e non penalizzandolo con la tassa di soggiorno, proponendo eventi in bassa stagione e la riscoperta dei tesori nascosti, ma soprattutto rispettando il tessuto socio-economico della destinazione, che e' una grande attrattiva di per se"'.(segue)




