(Adnkronos) - "L'inserimento delle due oasi reggiane tra le aree protette di interesse comunitario -ricorda Mirko Tutino, assessore alla Pianificazione della Provincia di Reggio Emilia- e' un riconoscimento al lavoro svolto dai Comuni e dai tanti volontari che in questi anni si sono presi cura di questi luoghi. Queste oasi, in una Pianura Padana dove le urbanizzazioni ed il segno dell'uomo sono ovunque, rappresentano uno spazio in cui tutelare la naturale presenza di piante ed animali del nostro territorio. Il riconoscimento ottenuto non sara' solo un'etichetta, ma aprira' la strada alla possibilita' di portare 'a casa' risorse europee e regionali". Tra le specie piu' rilevanti a livello europeo, l'oasi Bianello ospita una quindicina di specie di orchidee e altrettante piante protette appartenenti a famiglie diverse, oltre a una ventina di specie animali, dagli invertebrati come la falena dell'edera, il cervo volante e lo scarabeo rinoceronte, all'erpetofauna come il tritone crestato o il colubro liscio, fino ai mammiferi piu' grandi come il lupo. L'Oasi, inoltre, rappresenta un rifugio sicuro per gli uccelli di passo durante le migrazioni e da' ospitalita' a una cinquantina di specie diverse, cui offre l'opportunita' di nidificare: alcune di queste sfruttano tale possibilita' ogni anno in modo regolare, mentre altre lo fanno in modo piu' irregolare o saltuario. Nell'Oasi Celestina sono presenti, tra la flora, il senecio paludoso Jacobaea paludosa, specie considerata 'minacciata' dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) ed e' ritenuta di interesse regionale. Tra gli invertebrati, spicca per importanza la farfalla licena delle paludi Lycaena dispar, specie inserita, in ragione della sua rarita' in Europa, nell'allegato II della direttiva "Habitat". Rispetto a questa direttiva, sono 10 le entita' faunistiche di interesse comunitario presenti: tre anfibi, due rettili, tre mammiferi e due lepidotteri. A cui si aggiungono 23 specie di uccelli, che rientrano nell'Allegato I della Direttiva "Uccelli", per il loro interesse conservazionistico. Tra queste, il cavaliere d'Italia Himantopus himantopus, la sterna comune Sterna hirundo e l'averla piccola Lanius collurio nidificano regolarmente nell'oasi, mentre le altre specie compaiono solo durante i passi o nel periodo di svernamento.




