Firenze, 27 ott. - (Adnkronos) - Una boccata di ossigeno per Province e Comuni alle prese con lacci e laccioli del patto di stabilita', che per tenere a freno la spesa pubblica impone di non spendere oltre un certo tetto: anche quando i soldi in cassa ci sono. La Giunta regionale della Toscana lunedi' decidera' infatti quale quota della propria capacita' di spesa cedere agli enti locali. L'anno scorso furono 55 milioni. Due mesi fa a settembre, operazione del tutto straordinaria, a 137 Comuni era stato concesso ddi spendere, oltre il tetto del patto di stabilita', altri 65 milioni. La proposta che lunedi' l'assessore al bilancio e al rapporto con gli enti locali Riccardo Nencini portera' in giunta e' un'ulteriore maggiore spesa autorizzata per quasi 37 milioni: 911 mila per i Comuni, 36 milioni per le Province. "Col patto 'regionalizzato' verticale cerchiamo di mettere una pezza ad un patto di stabilita' che non certo solo ora diciamo che necessita di essere rivisto e che crea evidenti paradossi - spiega Nencini - Lo facciamo da tre anni". Nelle casse di Comuni e Province non arriva un centesimo in piu' di quelli che gia' ci sono. La Regione si limita a cedere parte della propria capacita' di spesa, una volta verificato che quella quota rimarrebbe inutilizzata. "Ma e' un aiuto importante - sottolinea e ricorda l'assessore -, perche' grazie a questo meccanismo e a questa cessione molti enti possono pagare aziende che altrimenti sarebbero costrette ad attendere mesi per essere saldate, con ovvi danni per l'economia e rischi per i posti di lavoro, oppure cedere i crediti al sistema bancario, pagando magari pochi interessi, grazie ad un ulteriore accordo che la Regione ha fatto con le banche. Non si tratta di un aiuto risolutivo, ma rappresenta comunque qualcosa". (segue)




