(Adnkronos) - Considerata la condizione di crisi della finanza pubblica, "ragionevolmente non si possono reclamare altre risorse". Tocco chiede quindi, di poter utilizzare, anche in parte, quelle disponibili in cassa, al netto delle somme gia' prelevate d'imperio nei primi sette mesi del 2012 alle Province dalla tesoreria unica. "E' da sostenere la ripartenza dell'edilizia pubblica - spiega - per consentire la ripresa dell'economia in tempi rapidi e per non dimenticare quella fascia di professionisti che affiancano le imprese edili, quali: idraulici, elettricisti, impiantisti, imbianchini, falegnami e le tutte le altre specializzazioni che hanno a che fare col settore edile". Per quanto riguarda l'intervento della Regione, Tocco sostiene la necessita', con la normativa 'de minimis primario' (consentita dalla Ue) "la coltivazione totale del territorio, per produrre in casa cio' che serve per alimentare il patrimonio zootecnico che per la parte proteica e delle granaglie in generale si approvvigiona soprattutto dai mercati esterni, lasciando la campagna sarda triste e improduttiva. Con un occhio straordinario rivolto alle attivita' produttive e un'attenzione finalizzata al miglioramento della funzione del patto di stabilita', che sta ammazzando il lavoro e l'economia locale, il governo nazionale e quello regionale possono creare le condizioni perche' le imprese artigiane e quelle agricole siano interessate a dare una grande mano d'aiuto all'economia affinche' siano mossi i primi passi verso la ripresa delle attivita' capaci di produrre ricchezza, lavoro e occupazione". "Soluzioni - conclude - , queste, dai risultati che possono essere testati nell'arco di una sola annualita'. Ma servono due battiti d'ala che si riverberino speditamente sui territori".




