(Adnkronos) - "Il problema di un approccio analitico, tuttavia - prosegue il Ceo - e' che esso non fa che dimostrare quanto i mercati siano indecifrabili. Contrariamente alla vecchia convinzione per cui i mercati amano la certezza, i fatti dimostrano invece l'esatto contrario: che i mercati prosperano nei momenti di incertezza. Le banche spagnole sono esposte a fattori molto specifici e per molti anni sono state sovraesposte a un particolare settore, quello immobiliare. Ora che la bolla e' scoppiata, le banche raccolgono i frutti di quello che per molti anni hanno seminato". "La bolla immobiliare - continua Cucchiani - ha lasciato le banche spagnole con i loro bilanci a brandelli. In un'economia in contrazione senza prospettive di uscita autonoma dalla crisi, il governo spagnolo si e' trovato nella difficile situazione di dovere aiutare le proprie banche, ma con scarse possibilita' di trovare i fondi necessari senza l'aiuto dell'Europa. Questo non e' quello che succede in Italia, dove le banche sono ben capitalizzate con bilanci solidi, robuste capacita' di finanziamento a prezzi ragionevoli grazie a una base di clienti affidabili e solvibili, e hanno un buon livello di liquidita'". "L'Italia - aggiunge il Ceo - detiene uno dei rapporti fra ricchezza e Pil piu' alti al mondo, e le famiglie non sono indebitate. Il deficit del bilancio italiano e' fra i piu' bassi in Europa e il paese gode di un non comune surplus primario che ci si attende verra' confermato per il 2012 e ulteriormente migliorato nel 2013, quando il governo si e' impegnato a raggiungere il pareggio di bilancio. Il nord Italia e' parte integrante di quella dinamica fascia industrializzata che va da Amburgo a nord fino a Firenze a sud, e le sue industrie sono bene diversificate, con leader di mercato in settori chiave dell'esportazione. Nel 2011 la crescita delle esportazioni e' stata in linea con quella di uno dei paesi guida europei, la Germania". (segue)




