Milano, 15 giu. (Adnkronos) - "Prima che l'Italia e altri incomincino a pensare ad Eurobond, dovrebbero abbattere il loro grande indebitamento". E' quanto sostiene Franco Debenedetti, in un suo articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Handelsblatt e secondo il quale "sono numerosi i meccanismi finanziari escogitati per riportare il costo del debito dei paesi dell'eurozona al livello che c'era nei primi anni della moneta comune, e i mercati credettero che cosi' si azzerasse il rischio paese". "Diversamente confezionati -sostiene Debenedetti- essi sono tutti varianti dello stesso principio, mettere in comune il debito, oppure munirli di una garanzia comune, oppure sostarli in un resolution trust. In Italia, Governo e buona parte dell'opinione pubblica si uniscono al coro di chi preme sulla Germania perche' consenta l'introduzione di simili misure, e al piu' presto". "Ma davvero gli eurobond sono nell'interesse dell'Italia? Davvero l'Italia non ha altri mezzi per fronteggiare questa difficolta', finche' la situazione non si stabilizzi? -si domanda Debenedetti- l'ammontare del debito che un Paese deve sottoscrivere ogni anno e' dato dalla somma del debito vecchio in scadenza e di quello nuovo necessario per finanziare nuovi deficit. Nel caso dell'Italia, i titoli con maturita' superiore a due anni che vanno a scadenza ammontano a circa 210 miliardi l'anno". (segue)




