Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - Sono poche le speranze per un accordo vincolante. Le distanze tra le economie tradizionali, come Europa, Stati Uniti e Canada, e quelle emergenti, come Cina, India, Brasile, Sud Africa, sono, infatti, ancora difficili da colmare. Cio' non toglie che una condivisione di obiettivi sarebbe gia' un primo passo importante. A fare un quadro all'Adnkronos sulle potenzialita' di Rio+20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si terra' a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno, e' il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, gia' a Rio de Janeiro. Il negoziato, spiega il ministro, "e' in una fase interlocutoria e i due terzi del documento sono ancora in discussione". Secondo Clini, "c'e' uno stallo dal punto di vista del negoziato tra due grandi gruppi di paesi, tra quelli che hanno un'economia che cresce e che tira e di cui abbiamo bisogno, e le nostre economie che sostanzialmente non riescono a reggere la competitivita' sulle produzioni tradizionali e cercano di muovere il mercato su strategie e prodotti nuovi". Probabilmente "riusciremo a raggiungere un accordo sugli obiettivi comuni verso i quali orientare la crescita senza pero' che questi diventino un vincolo. Questo pone un problema molto importante soprattutto all'economia europea, che di fatto e' quella meglio strutturata, per muoversi verso sistemi di gestione nuovi". In questo contesto, dunque, "l'Europa deve scegliere se rimanere intrappolata in questo confronto che non riesce a trovare una soluzione in un accordo o in un trattato o se invece intraprendere un'altra strada". Ossia, "investire sul futuro proponendo a Cina, Brasile o India di mettere insieme le risorse finanziare e tecnologiche e fare in modo che, il salto di qualita' che noi auspichiamo verso l'economia verde, avvenga trascinando le economie emergenti su progetti comuni".




