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Il debito delle famiglie quasi a quota 20mila euro

Analisi della Cgia di Mestre, crescita del 28,7% rispetto al periodo prima della crisi finanziaria
di domenico d'alessandrodomenica 19 dicembre 2010
2' di lettura

L'indebitamento medio delle famiglie italiane ha raggiunto, al 30 settembre di quest'anno, il livello record di 19.491 euro, in crescita del 28,7% rispetto alla fine di settembre del 2008, inizio della crisi finanziaria. Lo ha annunciato la Cgia di Mestre in una nota, spiegando che a livello provinciale, le esposizioni maggiori sono a carico delle famiglie della Provincia di Roma (28.790 euro), seguite da quelle di Milano (28.243) e di Lodi (27.516), di Prato (26.294), Como (25.217 euro) e Varese (25.069). Per Giuseppe Bertolussi, segretario della Cgia, "le province più indebitate sono anche quelle che registrano i livelli di reddito più elevati. È chiaro - spiega - che tra queste famiglie vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione bancaria di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti in questi ultimi anni nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente". "Più allarmante - afferma ancora Bertolussi - è il risultato che emerge dalla lettura dei dati riferiti all'incidenza percentuale delle sofferenze sull'erogato. In questo caso notiamo che nelle prime posizioni troviamo tutte realtà territoriali del Mezzogiorno, a dimostrazione che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie delle aree economicamente più arretrate del Paese". Ritornando all'analisi, a vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare agli istituti di credito sono le famiglie delle province delle due Isole: nelle ultime posizioni troviamo Medio Campidano, con un indebitamento medio pari a 8.845 euro, al poi Enna (con 8.833 euro) Carbonia-Iglesias (con 8.687) e Ogliastra, con 7.035 euro. Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il 30 settembre 2008 e il 30 settembre 2010, appartiene alla provincia di Grosseto, che in questi 2 anni è stata del +48,8%. Seguono Livorno, con un aumento del +47,5%, Asti, con +42,3 %, Foggia, con +41,7% ed Arezzo, con +41%. Al 30 settembre 2010 - sottolinea la Cgia di Mestre - la maggiore incidenza percentuale delle sofferenze spetta alla provincia di Crotone, con il 5,9%. In questo territorio, a fronte di 100 euro erogati alle famiglie crotonesi, quasi 6 euro non sono stati restituiti agli istituti di credito. Al secondo posto di questa particolare graduatoria troviamo Caltanisetta (5,7%) ed al terzo Enna e Benevento (entrambe con una percentuale di insolvenza del 5,5%). Il dato medio nazionale è pari al 3,5%.

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