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Augusto Minzolini, Luca Palamara: "Rivedere alla moviola le motivazioni della condanna di Berlusconi per frode fiscale"

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Come promesso, subito dopo la cacciata dall'Anm, Luca Palamara ha iniziato a fare i nomi. Aveva detto di non voler passare come capro espiatorio e sta agendo di conseguenza. Diverse interviste, ospitate in televisione. Ha parlato di cene tra magistrati ed esponenti del Pd. Ma non solo. E sulle prime rivelazioni di Palamara si interroga Augusto Minzolini, in un retroscena su Il Giornale. "Ora c'è da chiedersi se davvero quel triangolo in cui si mescolano correnti ideologiche, interessi di carriera, giochi di potere, sia letale per la credibilità della giustizia o no", premette.

 

"Di certo sarebbe indispensabile rivedere alla moviola, alla luce delle parole dello spaccato reso da Palamara, tante vicende giudiziarie: la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale e i giudici che firmarono quella sentenza in Cassazione, a cominciare dal folkloristico presidente; o ancora i motivi per cui Matteo Renzi, che da premier era considerato un mezzo santo, ora, con meno potere, sia diventato, attraverso i genitori, un bersaglio; o ancora, perché una decisione come quella di Salvini sul blocco dei migranti, condivisa all'epoca anche da chi è ancora al governo anche se di altro colore, da scelta politica diventi materia di processi penali". Domande, quelle di Minzolini, a cui alla luce delle prime rilevazioni di Palamara sarebbe bello avere risposte. 

 

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