Cerca
Logo
Cerca
+

La Grecia deprime i prezzi dei Btp

default_image

I timori sui conti pubblici di Atene tengono lontani gli investitori dai titoli di Stato italiani

Michela Ravalico
  • a
  • a
  • a

I timori sulla tenuta dei conti pubblici della Grecia contagiano le aste dei bond italiani. Il collocamento di giovedì sui titoli di medio-lungo termine ha risentito della situazione greca sia in termini di domanda che di prezzo. Il rapporto domanda/offerta è stato leggermente più basso rispetto alla media degli ultimi mesi e anche i prezzi hanno denunciato una certa concessione rispetto agli standard abituali. Le tensioni, dicono gli operatori, potrebbero continuare se la crisi della Grecia dovesse peggiorare. L'asta di giovedì ha portato sul mercato complessivamente 8,8 miliardi di euro tra CcT e BTp a 3 e 10 anni. A soffrire di più i CcT e i BTp triennali, che hanno visto scendere i prezzi ben sotto il livello abituale. Questo spiega perchè il Tesoro abbia deciso di tagliare le aste sotto il livello massimo previsto in sede di offerta (a 1,756 miliardi per il CcT e a 3,53 miliardi per il BTp triennale).  Meglio è andata al BTp decennale. «In effetti - ha dichiarato un trader a Radiocor - le richieste non sono mancate (la domanda è stata pari in totale a 12,3 miliardi di euro, ndr): il problema è che si sono piazzate in una fascia di prezzo abbastanza bassa». A trainare verso il basso i titoli italiani ci hanno pensato i rumor sulla possibile evoluzione della situazione in Grecia, con i piani di salvataggio europei prima annunciati dalla stampa e poi smentiti dalle cancellerie di mezza Europa. Gli effetti negativi, oltre che sulla Grecia, si sono estesi ai bond di tutti i Paesi cosiddetti periferici (Portogallo, Spagna e Italia) anche se proprio l'Italia è il Paese che ha sofferto di meno in termini di spread verso il Bund tedesco. «A fronte di aumenti di 15-20 punti base di altri Paesi - dice un altro trader - l'allargamento dello spread italiano si è limitato ad una manciata di punti base e questo grazie soprattutto alla buona percezione che c'è sui mercati internazionali della situazione dei conti pubblici italiani. Nonostante ciò - conclude - un certo impatto c'è stato».

Dai blog