Da ieri, lunedì 16 febbraio, in Regione Lombardia sono scattati controlli capillari sul bollo auto per verificare la regolarità dei pagamenti. La regione ha avviato la fase conclusiva del recupero relativo alla tassa automobilistica del 2020, con l’iscrizione dei fermi amministrativi sui veicoli intestati ai contribuenti ancora morosi.
Dopo l’invio nei mesi scorsi di accertamenti, solleciti e preavvisi, per chi non ha regolarizzato la propria posizione si apre ora uno scenario più severo rispetto alle sole sanzioni pecuniarie. Nel mirino non ci sono il bollo 2025 né quello in scadenza nel 2026, ma esclusivamente l’annualità 2020, per la quale le procedure risultano ormai definitive.
Da oggi, per chi non ha pagato nonostante le comunicazioni ricevute, viene iscritta la misura cautelare del fermo amministrativo sul veicolo. Si tratta di un provvedimento che impedisce la circolazione del mezzo, blocca eventuali passaggi di proprietà e vieta vendita o esportazione. In pratica, l’auto resta inutilizzabile fino all’estinzione del debito verso la Regione, con effetti anche sul piano patrimoniale.
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Nel 2026 il sistema dei versamenti al Fisco compie un nuovo salto digitale: il modello F24 entra ufficialmente nell&rsqu...Il rischio, in caso di utilizzo su strada di un veicolo sottoposto a fermo, è pesante: si può arrivare a una multa fino a 1.984 euro, alla revoca della patente, alla confisca del mezzo e alla rimozione con deposito a spese del proprietario, come previsto dal Codice della Strada.
Per verificare la propria situazione è possibile accedere all’Area Personale Tributi del portale regionale, entrando con Spid, Cie o tessera sanitaria abilitata con Cns. Nella sezione dedicata ai fermi amministrativi si possono controllare eventuali preavvisi, consultare lo stato dei veicoli e procedere al pagamento integrale oppure chiedere una rateizzazione, anche dopo l’iscrizione del fermo.
Va ricordato che il bollo auto è un tributo regionale dovuto per il semplice possesso del veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico, a prescindere dall’effettivo utilizzo. Al mancato versamento si sommano sanzioni, interessi e spese di notifica, rendendo il conto finale più oneroso del previsto.




