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Così le infrastrutture sono decisive per il rilancio del Paese

Matteo Salvini presente al convegno milanese: "Dove si portano lavoro e sviluppo è più difficile per le mafie trovare manodopera"
di Benedetta Vitettamartedì 31 marzo 2026
Così le infrastrutture sono decisive per il rilancio del Paese

2' di lettura

«Ferrovie, ponti e strade. Costruire il domani», è stato il convegno organizzato ieri da Il Giornale e Moneta e moderato dal direttore del quotidiano, Tommaso Cerno, tenutosi alla Fondazione Feltrinelli di Milano. Il tema centrale dell’evento, è stato il ruolo che le infrastrutture stanno assumendo in un contesto globale segnato da incertezza e trasformazioni profonde. Infatti ponti, strade e ferrovie non sono solamente opere ingegneristiche, ma strumenti attraverso cui si disegna il futuro dei territori e delle comunità, con un impatto concreto sullo sviluppo, sulla coesione sociale e sulle scelte politiche che determinano chi viene connesso e chi rischia di restare indietro. «Dobbiamo sconfiggere quella mentalità per cui siccome in Italia c’è troppa burocrazia e c’è la malavita organizzata è meglio non fare niente. Per me è l’esatto contrario. Penso che le grandi e le piccole opere, oltre alle infrastrutture, sono il più grande piano antimafia. Dove si portano lavoro, ricchezza, giovani e sviluppo è più difficile per le mafie trovare manodopera». Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha aperto il suo intervento al convegno. Attilio Fontana, il presidente di Regione Lombardia, ha poi sottolineato come «questa Regione è la più importante: è il motore dell’Italia e dell'Europa e non solo geograficamente è all’interno di passaggi obbligati». Motivo per cui la Lombardia «guarda con interesse ed attenzione alle sfide del futuro: i lombardi non hanno paura di affrontare le difficoltà che il futuro appare mettere in campo».

Dopo il governatore lombardo è stato il turno dell’architetto e presidente della Triennale di Milano, Stefano Boeri, intervistato dalla giornalista Hoara Borselli. «L’Italia ha bisogno di infrastrutture» ha dichiarato l’archistar, «è evidente la necessità di grandi opere e di un potenziamento delle reti di connessione in particolare nel settore della mobilità, con riferimento a metropolitane e ferrovie». Boeri ha sottolineato la necessità di infrastrutture diffuse «capaci di rendere l’Italia un Paese davvero avanzato. Penso, ad esempio, alle 57mila scuole presenti sul territorio che meriterebbero un intervento significativo sotto il profilo del rinnovamento edilizio» ha detto l’architetto. La seconda tavola rotonda, denominata «La globalizzazione in manovra», ha visto protagonista Mauro Micillo, Chief Divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. «La sfida delle infrastrutture strategiche impone un cambio di paradigma» ha precisato, «non solo per mobilitare risorse, ma anche per costruire ecosistemi di collaborazione tra pubblico e privato, in cui il rischio sia condiviso e il valore generato distribuito».

Per Micillo «gli investimenti in energia, infrastrutture e reti si confermano leve decisive per uno sviluppo sostenibile e per il rafforzamento della competitività industriale. Infatti, in questo modo, si realizza un equilibrio virtuoso tra sostenibilità economica e interesse collettivo, capace di rispondere alle esigenze dei territori e alle priorità strategiche». Per Micillo, una delle figure più influenti nel panorama del corporate e investment banking italiano e internazionale, «l’accelerazione di grandi progetti infrastrutturali dipende, quindi, dalla capacità di costruire un’architettura finanziaria integrata, in cui capitale pubblico, sistema bancario e investitori istituzionali operino in modo complementare».