Prendere ai ricchi per dare ai poveri. Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni e docente di storia del pensiero politico alla IULM, cosa c'è di sbagliato nell'insopprimibile voglia della sinistra di colpire i patrimoni?
«Il patrimonio è reddito risparmiato, che quindi è già stato tassato con la sua imposta progressiva. Tassare i patrimoni equivale ad aumentare il carico fiscale sui redditi alti, che in Italia è già elevato. Non bisogna mai dimenticare che in Italia a farsi carico dell’80% dell’Irpef sono 11 milioni di persone, cioè un quarto dei contribuenti. Un buon sistema fiscale non dovrebbe disincentivare chi ha voglia di lavorare di più dal farlo. Il fisco italiano già lo fa, lo farebbe ancora di più se ci aggiungessimo una patrimoniale».
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Per quest’anno non cambiare, stesso slogan da gridare. La sinistra ripete se stessa e così torna anche per ...Schlein dice che è una misura di equità.
«Il sistema fiscale italiano ha tanti problemi: non ci sono due persone che abbiano lo stesso reddito e paghino le stesse imposte. Ma mi sembra che alla sinistra non interessi affatto fare un ragionamento complessivo sul fisco. Non è che Schlein dica “introduciamo la patrimoniale ma rivediamo l'imposta sul reddito”. L'unica cosa che conta è colpire i ricchi: che lo faccia l'Italia o l'Unione europea, con una patrimoniale UE, è lo stesso».
Solo ideologia? Se guardiamo all'Ue, non c'è un'urgenza di finanziare diversamente il bilancio europeo?
«Nel nuovo Quadro finanziario pluriennale dell'Ue si prevede una crescita delle imposte nei prossimi sette anni. L'obiettivo è fare entrare nelle tasche di Bruxelles l’1,26% del Pil europeo, il livello più alto mai raggiunto, con un aumento di circa un terzo rispetto alla situazione attuale. Per finanziarlo, la Commissione propone circa 58 miliardi annui di nuove entrate, ricavate da una collezione eterogenea di strumenti: una quota delle entrate dell’Ets, i proventi del meccanismo di aggiustamento alla frontiera per il carbonio (Cbam), un contributo delle grandi imprese (il cosiddetto Core), un prelievo sulle accise del tabacco (Tedor) e un prelievo sui rifiuti elettronici non raccolti. Servono quei soldi? Mi limito a osservare che l’Ue è già oggi l’area più tassata al mondo. Siamo sicuri che la nostra bassa crescita non si spieghi anche così?».
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Anche Einaudi nel 1947 accettò l'idea di colpire il capitale come misura straordinaria del dopoguerra.
«Einaudi ci spiegò molto bene che il patrimonio è reddito risparmiato e dunque tassare il patrimonio significa tassare due volte il reddito. L'infrastruttura burocratica italiana era ridotta a uno straccio, e andava ricostruito il fisco, nel senso di un apparato che consentisse di riscuotere i tributi. In questo contesto, e non in altri, Einaudi si espresse a favore di un'imposta eccezionale sul patrimonio. Doveva essere un'imposta straordinaria e quindi una tantum, che segnasse la fine dell'era di continuo incremento delle imposte ordinarie sul reddito. Non scommetterei che un Einaudi redivivo si pronuncerebbe a favore della patrimoniale».
Chi propone la patrimoniale non continua a dimenticare che in Italia esistono già numerose tasse di questo tipo?
«L'Italia è il quinto Paese europeo per imposte calcolate sul patrimonio. Alla sinistra piace la parola “patrimoniale” perché dà l'impressione che a pagare le tasse non siano le persone, ma le loro ricchezze. Stiamo tassando il deposito di zio Paperone. E chi mai potrebbe essere contrario? Male imposte non le pagano i patrimoni, né le case, né le rendite finanziarie. Buona parte del patrimonio italiano è fatto di immobili: le tasse sulla casa non si pagano vendendo il tinello, si pagano sempre attingendo ai redditi... Oggi in Italia le imposte calcolate sul patrimonio valgono qualcosa come il 2,2% del Pil e il 6% del gettito fiscale complessivo: in linea con Francia e Spagna e più della media Ue. Stiamo parlando dell'IMU, dell'imposta di bollo, dell'imposta ipotecaria che colpisce qualsiasi transazione immobiliare, dell'imposta catastale, ma anche della TARI, che è calcolata sui metri quadri degli appartamenti e dunque è, di fatto, un'imposta patrimoniale».
Ha senso colpire chi ha di più in un sistema fiscale già fortemente progressivo come il nostro?
«Personalmente suggerirei alla sinistra di studiare il sistema fiscale cinese. La Cina ha un fisco fortemente progressivo: le aliquote vanno dal 3% del primo scaglione al 45% dell'ultimo. Però questo si applica a redditi superiori ai 120 mila euro l'anno. In Italia l'aliquota massima del 43% si applica su redditi superiori ai 50 mila euro. Non voglio dire che la differenza nel tasso di sviluppo tra Italia e Cina sia dovuta solo al sistema fiscale, ovviamente. Però forse qualcosa conta il fatto che lo Stato sottragga solo oltre i 120 mila euro di reddito annuo ciò che da noi si prende passati i 50 mila. Rivela un atteggiamento diverso rispetto alla ricchezza. Deng Xiaoping, dinanzi al disastro economico e sociale che ricevette in eredità da Mao, pensò di dover dare un messaggio diverso alla popolazione: «Arricchirsi è glorioso». Cercate di diventare ricchi, che significa: cercate di stare meglio. Mi duole dirlo, ma sono parole inimmaginabili in bocca a Elly Schlein o Giuseppe Conte. La loro ricetta è semmai: impoveritevi, lamentatevi, poi arriveremo noi a occuparci di voi...».
Chi ha grossi capitali non ha molti problemi a spostarli. Al di là delle questioni di principio, la patrimoniale non rischia di essere tecnicamente inefficace?
«La redistribuzione "buona" è mettere persone che non hanno molti soldi e provengono da una situazione difficile nelle condizioni di avvicinarsi quanto più possibile, ai banchi di partenza della vita. È una banalità, ma questo non lo si ottiene togliendo a chi ha, bensì spendendo bene ciò che si è tolto ai contribuenti. Il punto è che la sinistra italiana e internazionale pensa di guadagnare consenso indicando ai propri elettori un nemico. Questo nemico sono i ricchi. È meglio dare ai propri elettori qualcuno da odiare che immaginare soluzioni ai problemi. L'insistenza sulla patrimoniale è un caso esemplare di moralismo fiscale. Il messaggio è: votatemi, perché scudiscerò i mercanti nel tempio».




