Importanti novità a partire dal 1° luglio: per i neoassunti, infatti, cambiano le regole del Trattamento di fine rapporto. Ossia, chi non sceglie esplicitamente cosa fare della propria liquidazione vedrà il proprio Tfr finire direttamente in un fondo pensione. Come spiegato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un meccanismo di silenzio-assenso immediato che azzera il vecchio "limbo" dei sei mesi di tempo finora concessi per decidere.
Oltre al Tfr, l'iscrizione tacita attiverà anche il contributo mensile a carico del lavoratore (se si rispettano determinati requisiti di reddito) e la quota integrativa obbligatoria a carico del datore di lavoro. Chi finisce nel meccanismo può comunque uscirne: la legge prevede una finestra di 60 giorni per esercitare il diritto di recesso e annullare l'adesione automatica.
Pensioni, l'estate d'oro: ecco chi avrà il super-assegno a luglio e agosto
Buone notizie in vista dell'estate. Tra la quattordicesima e gli eventuali rimborsi Irpef, gli assegni delle pension...Fino ad oggi, i soldi di chi finiva in un fondo pensione senza aver scelto attivamente venivano blindati nel comparto "garantito", una linea prudente ma dai rendimenti storicamente molto bassi. Dal 1° luglio però le somme confluite per via tacita dovranno essere destinate a linee di investimento dinamiche, che terranno conto dell’orizzonte temporale e dell’età dell’aderente. Più il lavoratore è giovane, più la linea d'investimento potrà puntare sulla crescita nel lungo termine, superando la prudenza forzata dei comparti garantiti. L'obiettivo? Lo Stato punta a spingere i lavoratori a costruirsi una pensione di scorta.




