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Superbonus, coi soldi della maxi-truffa si fa 17 auto di lusso e 26 appartamenti

domenica 12 luglio 2026
 Superbonus 110%

 Superbonus 110%

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Altro giro, altro sgradito regalo figlio del Superbonus, il sciagurato bonus edilizio voluto da Giuseppe Conte e M5s. Questa volta a finire sotto i riflettori è una presunta maxi frode scoperta dalla Guardia di Finanza tra Viterbo e Frascati, culminata con un sequestro patrimoniale da circa 9 milioni di euro.

Nel mirino degli investigatori è finita una società con sede legale nella Tuscia, sospettata di aver alimentato un sistema basato sulla creazione e sull'utilizzo illecito di crediti d'imposta legati a lavori edilizi che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non sarebbero mai stati eseguiti.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno ricostruito un meccanismo che avrebbe consentito di generare crediti fiscali attraverso cantieri soltanto sulla carta. Le società coinvolte, infatti, risultavano prive di una reale organizzazione operativa, senza strutture adeguate né mezzi idonei, nonostante dichiarassero interventi edilizi in numerose province italiane. In diversi casi i presunti committenti sarebbero stati completamente all'oscuro delle operazioni effettuate a loro nome.

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Secondo gli inquirenti, il principale regista dell'operazione sarebbe un uomo considerato socialmente pericoloso. Parte dei proventi ottenuti grazie ai crediti fiscali sarebbe stata reinvestita nell'acquisto di immobili e beni di valore, mentre altre somme sarebbero state trasferite all'estero, su conti correnti aperti presso istituti bancari rumeni e intestati a prestanome.

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L'entità del patrimonio sequestrato ha attirato l'attenzione degli investigatori: 17 auto di lusso, 26 appartamenti, tre società e diversi rapporti bancari riconducibili a tre soggetti che, sulla carta, dichiaravano redditi molto modesti. Un patrimonio ritenuto incompatibile con le loro capacità economiche ufficiali e che avrebbe rappresentato il frutto della presunta truffa ai danni dello Stato.

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