Prima che Sascha arrivasse a giocarsi il titolo sul Centre Court, nella famiglia Zverev c’è già chi sull’erba ha già vinto. Mischa, dieci anni più grande del fratello, suo allenatore, insieme al padre Alexander senior, è stato un singolarista di alto livello, capace di raggiungere il numero 25 della classifica mondiale. Nel 2017 raggiunse i quarti di finale dell’Australian Open dopo aver eliminato il numero uno del mondo Andy Murray e, l’anno successivo, conquistò proprio sull’erba di Eastbourne il suo unico titolo ATP. La sua lettura della finale (ore 17, diretta Sky Sport e in chiaro su Tv8) tra Jannik Sinner e Alexander Zverev è quella di un uomo che conosce i segreti, i movimenti e le difficoltà della superficie sulla quale Sascha oggi giocherà la prima finale della carriera a Wimbledon con il campione in carica.
Mischa, alla fine è arrivata la finale che tutti si aspettavano?
«È una grande finale. Si affrontano la testa di serie numero uno e la numero due, i due giocatori che in questo momento stanno esprimendo il miglior tennis al mondo.
Era difficile immaginare una partita più importante per assegnare il titolo. Credo sarà una finale bellissima».
Come arriva Sascha a questo appuntamento? «Arriva molto bene. Ha giocato un ottimo torneo e ha espresso un tennis davvero efficace sull’erba.
Ha dovuto superare anche alcune partite complicate, ma sta servendo benissimo, si muove molto bene e fino a questo momento non possiamo davvero lamentarci di nulla. Per lui è stato un grande Wimbledon».
È la sua prima finale a Wimbledon. In che modo è cresciuto su questa superficie?
«Sull’erba bisogna giocare in maniera diversa e soprattutto muoversi diversamente. Servono colpi e soluzioni specifiche. Negli ultimi anni Sascha è stato anche sfortunato: nel 2024, quando sentiva di stare giocando molto bene, cadde e si procurò una frattura a un osso del ginocchio. Adesso, però, ha imparato a giocare e a muoversi sulla superficie. Rispetto al passato è diventato un giocatore migliore sull’erba».
Che Sinner hai visto durante queste due settimane?
«Quando un giocatore come Jannik è costretto a disputare cinque set al primo turno, non si può dire che stia esprimendo il proprio miglior tennis. Il suo torneo, però, è andato in crescendo. In semifinale ha battuto Novak Djokovic in tre set e ogni volta che riesci a superare Novak sull’erba, per di più senza concedergli un set, significa che hai giocato un tennis straordinario. Guardando i risultati e quello che abbiamo visto in campo, direi che Sinner è migliorato partita dopo partita e adesso sta giocando in maniera fenomenale».
Sinner ha vinto gli ultimi nove confronti diretti contro Sascha. È un dato che potrebbe pesare nella sua testa?
«Non credo che Sascha penserà ai risultati del passato. Sarà concentrato sul presente e su quello che dovrà fare in campo. Jannik ha vinto quelle partite perché negli ultimi due anni è stato il miglior giocatore del mondo e ha espresso un tennis eccezionale su tutte le superfici. È quindi giusto riconoscergli questi meriti».
Quei precedenti, dunque, non condizioneranno la finale?
«No. Come diciamo spesso, i risultati del passato non possono prevedere quello che accadrà in futuro; proveremo a fare meglio e a cambiare la storia di questa sfida».
La vittoria di Sascha al Roland Garros può aver cambiato qualcosa dentro di lui?
«Spero di sì. Vincere aiuta sempre. In questo momento è molto fiducioso, positivo e sta giocando bene. Quando continui a vincere partite, la sicurezza cresce e diventa più facile affrontare anche appuntamenti così importanti. Arrivare qui dopo il successo di Parigi gli ha certamente dato qualcosa in più».
Chi scegli come favorito per la finale?
«Mio fratello, naturalmente. È mio fratello (ride)».
Ci si saluta con un sorriso con Mischa, tra i campi di Aorangi Park, dove per due settimane sia Zverev sia Jannik Sinner hanno preparato il loro cammino nel torneo più bello e iconico del mondo.




