Mentre l’Italia, tra mille polemiche, sta faticosamente riavviando il percorso, bruscamente e colpevolmente interrotto nel 1987, verso il nucleare. In attesa dell’attuazione della legge delega messa a punto dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, però, c’è già un’Italia che spinge sull’atomo. Solo che per realizzare i propri progetti deve andare in Francia, dove, non contenti di coprire già l’80% del fabbisogno energetico con le centrali nculerai, stanno correndo a testa bassa verso i reattori innovativi di ultima generazione. Ed è qui che entra in gioco Newcleo, la startup cofondata nel 2021 da Stefano Buono, fisico e imprenditore affermato, e Luciano Cinotti, esperto di primo piano nelle tecnologie dei reattori veloci. La società, che ha oltre 900 dipendenti in 16 uffici in 7 Paesi, ha un ampio portafoglio di proprietà intellettuale con 31 famiglie di brevetti, e ha piazzato il suo reattore al primo posto tra quelli veloci in Europa, al secondo posto a livello mondiale e al secondo posto tra gli SMR europei, sta puntando dritta verso il Nasdaq.
Un paio di mesi fa ha infatti sottoscritto un accordo definitivo per una aggregazione societaria che porterà l’azienda a diventare una società quotata sul listino tech di Wall Street. L’operazione si basa su un equity value pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari e dovrebbe generare fino a 429 milioni di dollari di proventi lordi, derivanti da una combinazione di proventi Pipe (Private Investment in Public Money) pari a 220 milioni di dollari e fino a 209 milioni di dollari di liquidità detenuta nel trust account di NewHold Investment Corp III prima di tenere conto di eventuali riscatti e delle spese connesse. Nel frattempo, però, ed è questa la notizia di ieri, Newcleo ha ottenuto un doppio traguardo in Francia. Da una parte ha ottenuto il via libera regolatorio per il proprio impianto di fabbricazione di combustibile Mox previsto in Francia, un ok alla sicurezza fondamentale per avviare la costruzione. Dall’altra è entrata in una nuova fase di collaborazione con le autorità francesi a seguito della valutazione della candidatura alla Fase 2 del programma France 2030 dedicato ai reattori nucleari innovativi. Nel dettaglio, L'Autorità francese per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Autorité de sûreté nucléaire et de radioprotection, Asnr) ha pubblicato il proprio parere su tutte le caratteristiche di sicurezza proposte da Newcleo per il futuro impianto francese: le disposizioni adottate dalla società in materia di sicurezza sono, in questa fase, soddisfacenti. Nel dicembre 2024 Newcleo aveva presentato all'autorità francese per la sicurezza nucleare un dossier sull'approccio alla sicurezza relativo al proprio progetto di impianto di fabbricazione di combustibile. Il parere individua, inoltre, alcuni aspetti che dovranno essere ulteriormente sviluppati con l'avanzare del progetto. Newcleo intende integrare le osservazioni dell'autorità nella progettazione dell'impianto a supporto della futura domanda di autorizzazione alla costruzione. Ma non è finita. La società sta infatti portando avanti un analogo iter regolatorio relativo al proprio reattore veloce raffreddato a piombo (Lead-cooled fast reactor - Lfr) ed è attualmente in attesa del parere dell'Asnr.
Parallelamente, Newcleo sta conducendo un dibattito pubblico della durata di tre mesi sui progetti relativi al reattore Lfr e all'impianto Mox in Francia. Per quanto riguarda la fase 2 del programma France 2030, il segretariato generale per gli investimenti francese ha concluso che Newcleo ha raggiunto un livello di sviluppo che supera l'ambito di applicazione del programma. Dalla sua partecipazione all'iniziativa, la società italiana, che ha oltre 700 soci, tra cui la Exor degli Agnelli, ha infatti raccolto capitali, avviato l'espansione internazionale e annunciato quotazione al Nasdaq. Abbastanza da convincere lo Stato a collaborare per individuare altre forme di cooperazione nella successiva fase di sviluppo, tra cui il supporto nel percorso autorizzativo con l'Asnr, il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche francesi in relazione ai progetti previsti sul territorio nazionale e iniziative a sostegno dell'export. Stefano Buono, ceo e cofondatore di Nexcleo, ha dichiarato: «Accogliamo con favore il parere positivo che riflette anni di lavoro dei team impegnati nello sviluppo dei nostri impianti per la produzione di combustibile Mox. Siamo orgogliosi di contribuire all'industria nucleare francese e ringraziamo France 2030 per il sostegno ricevuto, che ha accelerato lo sviluppo della nostra tecnologia, rafforzato la nostra presenza in Francia, favorito partnership strategiche e attratto investimenti privati».




