Londra, 25 apr. (Adnkronos/Ign) - "Voglio dirlo chiaramente, nei dieci anni del suo governo non ho mai chiesto nulla a Tony Blair, né ho mai ricevuto favori da lui. Se volete una conferma, chiamatelo". E' stato un Rupert Murdoch battagliero, convinto delle proprie ragioni e affatto disposto a cospargersi il capo di cenere, quello comparso oggi in audizione davanti alla "Leveson Inquiry", la commissione pubblica di inchiesta che in Gran Bretagna sta indagando sull'etica dei media. Un tycoon assai diverso dall'uomo che invece era apparso stanco e frastornato, all'indomani dello scoppio dello scandalo delle intercettazioni, che aveva portato alla chiusura del suo tabloid domenicale News of the World, quando aveva dovuto rispondere per la prima volta alle domande del comitato parlamentare che indagava sulla vicenda. Nel corso dell'audizione di oggi, domani è prevista una nuova seduta, all'81enne Murdoch, dopo che ieri era toccato al figlio James, è stato chiesto di passare in rassegna un trentennio di rapporti tra il suo gruppo editoriale e l'establishment politico britannico. Murdoch, nel definire "un mito" la sua supposta influenza sui primi ministri che si sono avvicendati al numero 10 di Downing Street nel corso degli anni, di fronte alle domande che tendevano a far luce sui presunti 'favori' ricevuti dalla politica in cambio dell'appoggio delle sue testate, ha semplicemente risposto: "Non ho mai chiesto nulla a un primo ministro". Piuttosto, ha denunciato il fatto che Gordon Brown, il premier laburista succeduto a Tony Blair, aveva "dichiarato guerra" al suo gruppo editoriale. E che quando lo fece, Brown non era "in uno stato mentale equilibrato". La dichiarazione di guerra avvenne nel 2009, quando il tabloid Sun ritirò l'appoggio ai Laburisti, ormai a picco nei sondaggi, in favore dei Conservatori, invece in ascesa. "La sua azienda ha dichiarato guerra al mio governo e non abbiamo altra alternativa che dichiarare guerra alla sua azienda" avrebbe detto Brown, secondo quanto riferito dal presidente di News Corp, la casa madre della britannica News International. Ma la replica a tali dichiarazioni non si è fatta attendere. Accuse "totalmente sbagliate", le definisce Brown, riferisce la Bbc, che ha poi aggiunto di non avere mai avuto telefonate, incontri e scambi in forma scritta con Murdoch in merito alla decisione del Sun di appoggiare i Conservatori. "Spero che Murdoch abbia la buona grazia di correggere le sue parole", ha detto Brown. Murdoch non ha quindi rinnegato il rapporto con Blair, definito un "amico personale", ma da lui "mai nessun favore". Né ha rinnegato di essere stato un grande ammriratore di Margaret Thatcher: "tutti volevamo un cambiamento" nel 1979, ha detto il magnate dei media, aggiungendo: "non mi aspettavo nessun aiuto da lei". Quanto all'incontro avuto con la Lady di Ferro nel 1981, prima dell'acquisizione del Times, allora in crisi, da parte del suo gruppo editoriale, Murdoch ha sostenuto che si trattava di "un'importante istituzione che rischiava la chiusura" e di ritenere "assolutamente corretto che lei sapesse cosa era in gioco". In una dichiarazione scritta, il tycoon ha poi parlato dei suoi rapporti con l'attuale premier David Cameron, incontrato per la prima volta nella dimora di campagna di sua figlia, quando il leader conservatore era ancora all'opposizione. Non si discusse di politica, perché si trattava di un picnic con le famiglie e con i bambini che scorrazzavano in giardino. Vi fu poi un altro incontro, su richiesta di Cameron, nell'ufficio di Murdoch, a Wapping, a est di Londra. "Dalla sua elezione a primo ministro l'ho incontrato principalmente in occasioni sociali, dove si è discusso di cose di poca sostanza", ha infine riferito Murdoch. E' quindi un "mito", ha detto il tycoon rispondendo alle domande della Commissione, la supposta influenza esercitata sui politici britannici. Quello scambio di favori, il sostegno da parte dei suoi giornali in cambio di favori per le sue aziende, contro il quale i nemici di Murdoch hanno spesso puntato il dito. "Se fosse così, avremmo sempre sostenuto i Conservatori in tutte le elezioni, ma non è stato così. A me interessavano i programmi". E infine, "non ho mai usato l'influenza del Sun per ottenere trattamenti di favore, mai".




