Libero logo

India, morta la ragazza violentata sul bus. Un altro stupro uccide una 45enne

domenica 30 dicembre 2012
India, morta la ragazza violentata sul bus. Un altro stupro uccide una 45enne

3' di lettura

Nuova Delhi, 29 dic. (Adnkronos/Ign) - E' morta la notte scorsa in un ospedale di Singapore la studentessa 23enne stuprata e picchiata su un autobus di Nuova Delhi il 16 dicembre scorso. I sei stupratori della ragazza saranno accusati di omicidio, oltre che di stupro e aggressione, ha reso noto il portavoce della polizia di Nuova Delhi, Rajan Bhagat, precisando che la formalizzazione delle accuse sarà effettuata il 3 gennaio per aprire la strada al processo. Commossi dall'altissimo numero di messaggi di affetto e solidarietà ricevuti da ogni parte, i genitori della 23enne hanno espresso "la speranza che la morte della loro figlia possa portare ad un futuro migliore per le donne a Delhi e nell'intera India". A riferire oggi il messaggio è stato l'Alto Commissario indiano a Singapore, T.C.A. Raghavan. Il premier indiano Manmohan Singh ha dichiarato: "Lei può aver perso la sua lotta per la vita, ma sta a noi assicurare che la sua morte non sia stata vana". "Abbiamo visto le emozioni e le energie liberate da questo caso", ha proseguito. "Sarebbe un vero omaggio alla sua memoria riuscire ad incanalare queste emozioni ed energie in un'azione costruttiva". In serata è però arrivata la notizia di un altro stupro mortale. La vittima è donna di 45, uccisa dopo aver subito le violenze di 8 uomini nella città di Barasat, nel Bengala occidentale. Il marito della donna, riferisce l'emittente Ndtv, è stato picchiato selvaggiamente dopo aver tentato di difendere la moglie ed è ora ricoverato in un ospedale della vicina Kolkata. La coppia stava rientrando a casa dopo il lavoro quando gli assalitori hanno cominciato a molestare la donna. Alcuni di loro hanno sopraffatto il marito e trascinato via la moglie. L'uomo è riuscito a liberarsi e a chiedere l'aiuto dei vicini. Il corpo senza vita della vittima, che riportava ferite alla testa, è stato in seguito ritrovato seminudo nei pressi di uno stagno. Il marito della donna sarebbe riuscito a identificare uno degli assalitori. Intanto oggi l'intera India si è raccolta simbolicamente attorno alla salma di "Damini", come è stata soprannominata la studentessa divenuta simbolo del coraggio e dell'emancipazione femminile. In tutto il paese, da New Delhi a Mumbai, da Bangalore fino a Kolkata in Rajasthan, migliaia di persone, per lo più giovani, si sono radunate pacificamente, in un giorno ribattezzato "sabato nero" per esprimere "dolore e rabbia" per l'accaduto e per chiedere una punizione esemplare dei colpevoli che, secondo una parte dei manifestanti, non può essere altro che la morte per impiccagione. A New Delhi le autorità indiane temevano il peggio e per questo avevano blindato la grande rotonda di India Gate e i palazzi del potere dopo che domenica 100 persone erano rimaste ferite e un poliziotto aveva perso la vita durante le violente proteste. La sfilata di oggi si è però svolta in silenzio e a parlare sono stati solo i cartelli con le scritte "vogliamo giustizia" e "basta alla cultura di violenza contro le donne". Alcuni hanno poi reso un commosso omaggio con candele e fiori al punto che in serata il centro della città si è trasformato in una distesa di lumini.