Un referendum sul salario minimo, che se venisse accettato sarebbe il più alto del pianeta. La confederazione elvetica è chiamata alle urne domenica 18 maggio per approvare o bocciare l'introduzione della paga minima per ora. Questi, infatti, dovranno pronunciarsi su un referendum promosso dai sindacati in favore dell'introduzione di un minimo l'ora fissato a 22 franchi pari a 18 euro (superiore agli 8 euro previsti nella vicina Germania o i 9,5 euro della Francia) e a quasi 4mila franchi al mese o 3.250 euro. Perchè rischia di saltare - L'iniziativa è resa possibile dalla raccolta di 100mila firme nei 26 cantoni, ma l'esito è tutt'altro che scontato. Negli ultimi sondaggi e al termine di un'accesa campagna, i contrari risultano in forte crescita al 64%, mentre i favorevoli sono il 30% e gli indecisi il 6%. Il motivo del contrasto da parte della popolazione sta nel fatto che in Svizzera, tra i Paesi più ricchi ma anche più cari al mondo, non esiste un salario minimo nazionale e le retribuzioni sono concordate individualmente o collettivamente. I negoziati collettivi avvengono tra le parti sociali per un intero settore o per singole aziende. Gli altri referendum, tra pedofili e nuovi aerei per esercito - Sempre domenica, gli svizzeri sono chiamati ad esprimersi anche su altri due referendum: Il primo riguarda "affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli", che chiede che ogni persona condannata per atti di pedofilia sia definitivamente privata del diritto di esercitare un'attività professionale a contatto con minorenni. Il secondo invece riguarda un referendum contro l'acquisto di 22 nuovi aerei da combattimento per l'esercito. Stando ai sondaggi, l’iniziativa per "allontanare i pedofili" dovrebbe essere accolta, mentre appare incerto l'esito del referendum contro la Legge federale sul fondo per l'acquisto dell'aereo da combattimento Gripen.




