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Autovelox e intelligenza artificiale: multe, perché siamo rovinati

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giovedì 16 aprile 2026
Autovelox e intelligenza artificiale: multe, perché siamo rovinati

2' di lettura

Nuovi autovelox potenziati dall'Intelligenza artificiale: l'esperimento è partito nel Regno Unito. Da lunedì 13 aprile le autorità locali della contea del Sussex hanno ufficialmente attivato una nuova rete di telecamere intelligenti. Niente a che vedere con gli autovelox che conosciamo: si tratti di nuovi dispositivi in grado di "guardare" all'interno delle auto in transito, permettendo agli agenti di sanzionare comportamenti scorretti che in genere sono difficili da contestare, come l'utilizzo del cellulare alla guida o la mancanza della cintura di sicurezza.

Le telecamere in questione riescono a "catturare" immagini nitidissime attraverso il parabrezza di qualsiasi veicolo sia grazie all'altissima definizione di cui sono dotate sia grazie a un flash a infrarossi. La tecnologia funziona 24 ore su 24, di giorno e di notte, e in qualsiasi condizione atmosferica, quindi anche con pioggia, nebbia o sole molto forte. L'algoritmo dell'IA è stato pensato soprattutto per due infrazioni specifiche: l'uso del cellulare mentre si è al volante e il mancato utilizzo della cintura di sicurezza non solo da parte del conducente ma anche da parte delle altre persone a bordo. A finanziare il progetto i costi di recupero della sicurezza stradale della polizia del Sussex, inclusi i proventi dei corsi di rieducazione stradale.

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Tuttavia, secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, "purtroppo quella che era la regola generale di contestazione immediata di un'infrazione è diventata un'eccezione. Oggi si usano quasi esclusivamente postazioni fisse di rilevamento automatico. I controlli da remoto hanno sostituito i vigili. Un pericoloso passo indietro sul fronte della sicurezza, dato che se un automobilista sta andando troppo forte o sta usando il cellulare, è in quel momento che costituisce un pericolo per la circolazione e che dovrebbe essere fermato e multato - ha spieghato all'Adnkronos -. Far pervenire una multa 90 giorni dopo è certo meglio di niente, ma non serve ad impedire gli incidenti. Insomma, si punisce a posteriori, quando spesso è troppo tardi. Per il resto qualunque mezzo utilizzato può andare bene a condizione che si rispettino due principi: che l'apparecchio sia omologato dal ministero e che sia sempre garantito il diritto di difesa e la privacy del consumatore. Basta, ad esempio, con le foto che, per dimostrare che si è passati con il rosso, mostrano il veicolo con solo le due ruote anteriori oltre la linea d’arresto".

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