Roma, 18 apr. (Adnkronos) - Il modus operandi e' quello tipico del 'lupo solitario', che agisce autonomamente, pianificando le azioni e senza alcun collegamento con organizzazioni terroristiche strutturate: la pista principale che viene battuta in queste ore dagli inquirenti chiamati a dare un nome all'attentatore di Boston sembra richiamare la figura del cosiddetto 'lone wolf'. Un profilo emergente, in tema di minaccia terrorista, tratteggiato dall'intelligence italiana in una delle ultime Relazioni al Parlamento sulla politica dell'informazione per la sicurezza. Per terrorista 'lone wolf', sottolineano i servizi di sicurezza, "si intende un soggetto che pianifica e si attiva autonomamente, a differenza del 'solo terrorist' che agisce parimenti da solo ma riceve l'input organizzativo/logistico, da un gruppo o rete terroristica. A volte il terrorista solitario interagisce o agisce con altri individui, costituendo il cosiddetto 'lone wolf pack', ovvero un sodalizio/microcellula che opera comunque sempre in completa autonomia". Tra le "caratteristiche ricorrenti" di questo profilo criminale, "giovane eta', sesso maschile, problemi di ordine socio-conomico/familiare, talvolta disturbi mentali (ossessioni, atteggiamenti compulsivi), precedenti penali per reati comuni, radicalizzazione attraverso il web, disponibilita' (legale o illegale) di armi da fuoco, area di operativita' terroristica coincidente o contigua al luogo di residenza, assenza di collegamenti tra aggressore e vittime".




