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Slovacchia, l'ambasciatore: "Paese non è più quello di ieri? Sarei cauto"

AdnKronos
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Bratislava, 1 apr. (AdnKronos) - L'elezione di Zuzana Caputova a presidente va letta in un'ottica di politica interna slovacca, e non europea. A sottolinearlo è l'ambasciatore italiano a Bratislava, Gabriele Meucci, parlando con l'Adnkronos: "Bisogna delimitare queste elezioni, che sono elezioni presidenziali, a suffragio popolare, ma presidenziali, non politiche", ricorda. "Ad essere eletto era il presidente della Repubblica, che in Slovacchia ha poteri piuttosto limitati, paragonabili al nostro, anzi più limitati ancora perché non può sciogliere le camere". "Quindi tutto va letto in un'ottica di politica interna slovacca, molto poco invece in termini europei, di Visegrad". In sostanza questo voto è stato "un referendum pro o contro il leader del partito di maggioranza Robert Fico, che è in un certo senso il padre padrone della Slovacchia. Caputova si è presentata come un'antitesi molto forte al sistema dominante e ha raccolto consensi anche fra i conservatori e gli elettori di destra - non solo tra i progressisti - che però contestavano il sistema dominante di gestione della cosa pubblica". Dunque "nessun effetto sulla politica estera della Slovacchia, e neanche i temi europei sono stati toccati durante questa campagna elettorale", osserva ancora il diplomatico. "Naturalmente di Caputova sappiamo da quello che ha detto che ha idee progressiste molto liberali. Ma anche l'attuale presidente della Repubblica, quello che lei sostituirà, Andrej Kiska, è esattamente come lei: è fortemente europeista, filoatlantico, era aperto all'accoglienza dei migranti e non l'ha mai negato. Ma in qualità di presidente della Repubblica non ha mai influito sulle scelte del governo slovacco né su quelle del gruppo di Visegrad". Caputova "si inserisce dunque in una linea di continuità con il suo predecessore, l'attuale presidente della Repubblica, che è esattamente come lei: non nasce nello stesso partito perché tutti e due sono arrivati all'incarico come outsider, anche Kiska prima non era un politico, come non lo era lei. Ma da qui a dire che la Slovacchia ha svoltato e non è più quella di prima sarei molto cauto: lei farà il presidente della Slovacchia che è esattamente quella di ieri". Il voto casomai conferma "il rigetto abbastanza chiaro della maggior parte degli slovacchi di un stile di governo che è quello che da una decina d'anni è dominante e che fa capo Robert Fico (premier per due mandati fino al 2018) e che tra le ultime cose fatte durante il suo incarico ha gestito anche la presidenza slovacca dell'Ue". Oltre al rifiuto di questo sistema con il voto "gli slovacchi hanno confermato che vogliono un presidente della Repubblica che sia un contraltare al sistema di governo". Tra l'altro, fa notare il diplomatico, "per il polo progressista l'elezione è anche una perdita: la Caputova è stata relegata in quel ruolo di neutralità e terzietà rispetto alla politica e non potrà essere così influente come se invece fosse dedita ad una campagna politica mirata al voto del prossimo anno, anche perché al momento non ci sono altri elementi: lei era veramente il punto di forza di questo nuovo polo progressista". Naturalmente "il movimento politico a cui appartiene potrebbe riuscire a costruire una forza stabile e credibile di qui all'anno prossimo e allora potrebbe anche aspirare a diventare più determinante", conclude Meucci.

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