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Coronavirus, Roberto Burioni: "La Cina bara sui dati? Decisione sconcertante, spero non sia vero"

11 Febbraio 2020

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Coronavirus, Roberto Burioni: "La Cina bara sui dati? Decisione sconcertante, spero non sia vero"

Roberto Burioni, in un articolo pubblicato su Medical Facts, solleva un pesantissimo dubbio sul coronavirus: "Probabilmente la Cina bara sui dati che fornisce al mondo". Il virologo spiega quindi che "nei giorni scorsi autorevoli colleghi, come Pier Luigi Lopalco, hanno detto che dalla Cina arrivavano piccoli segnali che inducono a un flebilissimo ottimismo: il numero dei casi di coronavirus sembrava salire con meno intensità negli ultimi giorni". Purtroppo, però, continua Burioni, "esiste la possibilità che questo calo derivi da una sconcertante decisione della Cina: considerare casi confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi. In altre parole, chi ha il test positivo, ma non ha sintomi, non rientra nel conto".

Ora, conclude il virologo, "io non so dirvi se è vero, perché non conosco il cinese, ma la direttiva sarebbe stata emessa il 7 febbraio, come si può leggere in questo tweet", scrive il virologo, citando un tweet di Alex Lam. "Parliamoci chiaro, contare i casi in questo modo ha un nome ben preciso: barare. Spero che non sia vero e spero che nel malaugurato caso fosse vero l'Organizzazione Mondiale della Sanità non consenta questo comportamento".

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Commenti all'articolo

  • cosean1

    11 Febbraio 2020 - 12:25

    Ma è un ipotesi! A volte si preferisce prendere decisioni con dati oggettivi. Anch'io credo che la Cina non promulga dati veri. Ma rimane un ipotesi

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