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Coronavirus, Roberto Burioni: "La Cina bara sui dati? Decisione sconcertante, spero non sia vero"

Cristina Agostini
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Roberto Burioni, in un articolo pubblicato su Medical Facts, solleva un pesantissimo dubbio sul coronavirus: "Probabilmente la Cina bara sui dati che fornisce al mondo". Il virologo spiega quindi che "nei giorni scorsi autorevoli colleghi, come Pier Luigi Lopalco, hanno detto che dalla Cina arrivavano piccoli segnali che inducono a un flebilissimo ottimismo: il numero dei casi di coronavirus sembrava salire con meno intensità negli ultimi giorni". Purtroppo, però, continua Burioni, "esiste la possibilità che questo calo derivi da una sconcertante decisione della Cina: considerare casi confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi. In altre parole, chi ha il test positivo, ma non ha sintomi, non rientra nel conto". Leggi anche: "Solo lazzeretti e isolamento". Pregliasco, spaventosa verità: vdisarmati contro il coronavirus Ora, conclude il virologo, "io non so dirvi se è vero, perché non conosco il cinese, ma la direttiva sarebbe stata emessa il 7 febbraio, come si può leggere in questo tweet", scrive il virologo, citando un tweet di Alex Lam. "Parliamoci chiaro, contare i casi in questo modo ha un nome ben preciso: barare. Spero che non sia vero e spero che nel malaugurato caso fosse vero l'Organizzazione Mondiale della Sanità non consenta questo comportamento".

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